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Christian

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Cioè? Dovrei descrivere la mia personalità, magari inventandomi di sana pianta pregi che non possiedo e occultando difetti? Preferisco passare: chi mi conosce sa come sono e, nonostante ciò, mi resta amico, quindi non dico di essere un santo, ma faccio il mio meglio per non essere nemmeno un farabutto.

Scheda Giocatore

Motals360
Xbox Live GamerCard
Rep:
3.75/5 stars
Score:
32310
Zone:
Pro
Mass Effect 2WinterbottomTropico 3The MawPortal: Still Alive
Mass Effect 2
Achieve:
33/51
Score:
420/1015
Winterbottom
Achieve:
3/12
Score:
30/200
Tropico 3
Achieve:
29/49
Score:
525/1000
The Maw
Achieve:
8/15
Score:
130/250
Portal: Still Alive
Achieve:
3/12
Score:
20/200

Motals blog
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Se è la prima volta che visitate il mio blog, se siete abituali o siete qui anche solo per sbaglio, lasciate una firma nel mio guestbook e vedrò di salutarvi sul vostro blog...
Ps: chat o boiate simili saranno eliminate nell'istante in cui li vedo, poi vi spezzerò le ossa: vi ho avvisati.
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Federico sswrote:
Ciao, era da un bel po' di tempo che non mi collegavo a msn.
Dopo aver aperto nuovamente il tuo blog, (stupendo e sempre perfetto), ho deciso di riaprire anche il mio :) :)
Ovviamente sarà tutto nuovo, e visto che anche io ho la passione del trekking sulle dolomiti, scriverò qualche bella recensione :D
Ci sentiamo ciaooo.
Magari un giorno passerò da teglio... Purtroppo è anni che nn vengo su :(
Aug. 30
Rah'el .wrote:
Ti lascio un saluto
June 21
Ciao cara complimenti per il blog così semplice ma nel conciso così carino!!! Ma non ho capito, fanno un secondo signore degli anelli? Perplesso Scusa l'ignoranza... bacio
June 16
Christianwrote:
Bene, vedo che la gente sa ancora leggere (e scrivere, sob...), specialmente la parte in cui dico di non volere chat nel guestbook.
Nov. 9
 [¢ιασ!]

[ραѕѕανσ ∂ι qυα χ ¢αѕσ...вєℓℓιχιмσ ѕтσ вℓσg!χρ]

[ραѕѕα иєℓ му ѕρα¢єѕ ѕє тι να!]

[вує]

Oct. 22
Swrote:
Ciao Everyone! Really like this site. Especially the pics ! Wish I was in Europe right now :-) Cheers Sarah
Oct. 17
Denniswrote:
Il tuo blog è bellissimo... comunque sono DenIsBoNt94... quasi maggioe su halo e cn un grande potenziale lol.... ti aggiungo doma... ciaooooo
Sept. 23
Federico sswrote:
Ciao.
bello il tuo blog e soprattutto le foto!!!
Sono cresciuto a Teglio e ora purtroppo torno solamente qualche volta in settembre/ottobre.
Ci sentiamo ciaoooo
 
Sept. 14
Giuliowrote:
Ciaaaao! Grazie ai tuoi consigli son riuscito a mettere un abbozzo di HTML personalizzato sul mio spazietto. Ma potevo scrivere frase più scema??!!! Ahahah... Grazie Grazie Grazie
Sept. 8
Giuliowrote:
Ciaaaao! Grazie ai tuoi consigli son riuscito a mettere un abbozzo di HTML personalizzato sul mio spazietto. Ma potevo scrivere frase più scema??!!! Ahahah... Grazie Grazie Grazie
Sept. 8
Simonewrote:
Ciao, contraccambio la tua visita con una toccata e fuga...purtroppo sono di fretta ma ripasserò...vedo che abbiamo due amici in comune...ci sentiamo presto!
Aug. 25
Io e Rowrote:
Ciao, davvero molto interessante ed intelligente il tuo blog! Stammi bene!
 
 
Aug. 13
Ciao! Come continua la settiman? Grazie mille per il commento alla foto! Un bacio
July 24
Giuliowrote:
Si si, la canzoncina di Junior Tv mette tanta allegria! Ci son giorni in cui mi alzo col piede sbagliato e la ascolto a tutto volume  A bocca aperta   Ciao!!!
July 23
chiarawrote:
bello!! mi piace questo blog...è davvero interessante....sono capitata qui x sbaglio....se ti va passa dal mio....
July 10
Photo 1 of 121
March 13

I camosci

C’è una bella differenza tra i cerbiatti ed i camosci: mentre i primi si divertono a saltare ad a nascondersi dietro a qualunque oggetto, i camosci non solo stanno fermi, bene in posa, ma cercano anche di mettersi in un punto lontano da oggetti che potrebbero rovinare la composizione della fotografia. In più, per una manciata di euro, sorridono e salutano con lo zoccolo.camosciQuesti tre (ed il terzo dov’è? a voi trovarlo! Aiutino: non è dietro il venditore di cocco) si trovavano su a Bondone, intenti a brucare. Uno era accanto ad una casa, intento a capire come aprire la porta per poter poi entrare e rubare le Pringles alla paprica, quando mi ha visto che ciaspolavo lungo la strada che proviene da Monte Basso. All’inizio avrà pensato che ero il padrone di casa che stava rientrando, ma quando ha scorto che stavo estraendo la mia macchina fotografica dalla tasca, è letteralmente impazzito.
Probabilmente credeva di finire sul “National Geographic” e, per non rischiare di fare la figura di quello che non condivide la notorietà con gli altri, è corso via dall’edificio, ha attraversato il torrente ed ha raggiunto i suoi due amici, urlando: “Gino, Luigi, andiamo sui giornali!”. Purtroppo dovranno accontentarsi di finire su un blog di terza serie…
E lì i tre si sono messi in posa, nel tipico atteggiamento da “Oh, caspita, ma cosa sta succedendo laggiù?”, e io fotografavo a tutto spiano, sfruttando al massimo il 12x dell’ingrandimento della mia fotocamera.
Ed ora, dopo i qui presenti camosci ed i cerbiatti, quali altri incredibili creature delle montagne valtellinesi potrò mai fotografare in futuro? Caprioli? Aquile? L’öm selvadec?

March 07

Il cerbiatto

Ieri, mentre facevo la mia settimanale escursione fino a Bondone (46° 7'59.38"N 10° 4'4.15"E), nei pressi della contrada Ca Gusa ho sentito dei rumori di foglie mosse nel bosco sotto la strada. All’inizio ho pensato fossero qualche uccello che litigavano sul terreno, ma quando mi sono accorto che il rumore si stava muovendo, ho guardato ed ho visto due cerbiatti che giocavano correndo tra gli alberi. Ho preso la mia fida fotocamera ed ho iniziato a fotografare.
 

Ho scattato un paio di foto, ma l’unica decente vede l’animale con un cavo del telefono (ma perché la gente non passa ai cellulari, dannazione?) sopra la propria figura, per non dire poi che è lo sfondo ad essere a fuoco... Un vero peccato, dato che un’altra foto ha dei rami che impediscono di vedere bene i due caprioli, mentre la terza foto non mostra che il prato senza alcun animale.
Solo dopo mi è venuto in mente che avrei potuto la funzione per le foto a raffica, riuscendo, magari, a fare uno scatto decente.
Nonostante ciò, questo è il primo dei cinque animali di montagna che ho intenzione di fotografare entro la fine di settembre.

February 26

Most Wanted in Valtellina

Ebbene sì, da oggi tutti quelli che sostengono che io sia un bravo ragazzo dovranno ricredersi perché, per più o meno dieci minuti, sono stato un ricercato dalle Guardie Forestali.
Lo so, sembra uno di quei scherzi idioti che uno scrive sul proprio blog, per farsi un paio di risate con i suoi lettori, ma non lo è. Certo, non ci sono state le teste di cuoio che scendevano dagli elicotteri dell’esercito, i posti di blocco improvvisati con le auto dei Carabinieri lungo la strada, le unità cinofile nei boschi a seguire le mie impronte, ma è stato ugualmente un bello spavento.
Dato che questa settimana c’era poco lavoro, ho chiesto ed ottenuto un giorno di ferie per potermene andare a camminare in montagna, partendo con l’idea di andare fino a Bondone. Poiché negli ultimi mesi ha nevicato parecchio, l’ultimo tratto di strada poteva (molto probabilmente, tra l’altro) essere coperto dalla neve, avevo messo in preventivo di portarmi con me anche le ciaspole per poter completare l’ultimo tratto.
Per chi non le abbia mai viste e/o utilizzate, le ciaspole sono praticamente l’evoluzione delle vecchie racchette da neve: una superficie di plastica ed alluminio da agganciare alla scarpa, grazie alla quale non si affonda nel manto bianco (sebbene si faccia una fatica della miseria). Non pesano quasi nulla, ma sono scomode da portare in mano, soprattutto per quindici chilometri, quindi le si mettono in un pratico borsone da portare a tracolla o a mano come una qualsiasi borsa.
Perché dico tutto ciò? Semplicemente perché proprio il borsone delle ciaspole mi ha fatto finire nelle rogne.
Ieri sera, mentre mettevo le ciaspole nel loro borsone, mi sembrava uno di quelli che, nei film, l’assassino usa per nascondervi il fucile di precisione, che poi rimonta nel cantiere abbandonato vicino a dove passerà il convoglio del Presidente (ma quanto può essere preciso un fucile di precisione che si smonta e si rimonta? E poi perché nei cantieri non ci lavora mai nessuno?). E deve averlo pensato anche qualcun altro, visto che hanno avvisato la Guardia Forestale.
Ero partito questa mattina alle dieci e mi preparavo a percorrere i dieci chilometri che mi separavano dalla contrada di Bondone, quando si è messo di nuovo a piovere. Era da ieri sera che continuavano ad alternarsi periodi di pioggia sottile e momenti di tregua, ma in quel momento le cateratte del cielo si erano proprio spalancate, e dopo aver percorso forse un paio di chilometri, ho deciso di tornarmene indietro, per andarmene a casa, ormai zuppo. La strada che percorro non è affatto frequentata, ed è insolito incontrare anche solo una dozzina di auto nelle quattro ore scarse che impiego ad andare e tornare da Bondone, e stamattina ne avrò forse incontrate tre o quattro. Evidentemente, però, qualcuno a bordo di una di quelle poche vetture deve aver visto la mia sacca delle ciaspole e aver pensato che trasportavo un’arma.
Ripensandoci adesso, devo dire che la gente ha una fantasia sconfinata, e pure un pizzico di paranoia non indifferente: d’accordo che sulle montagne della Valtellina non hanno mai trovato basi segrete di Al Qaeda, del PKK o dell’Ira, quindi non possiamo vantare una rinomata tradizione secolare di terroristi, ma se uno che ha un fucile in una sacca e non vuole farsi scoprire, e non è proprio più che scemo, non se ne va lungo la strada ma scende o risale la montagna lungo i boschi.
Comunque, mentre me ne stavo tornando alla macchina, ecco che una jeep sopraggiungeva davanti a me, e si fermava al mio fianco. Avevo notato ancora prima che frenasse che alla guida c’era una Guardia Forestale, cappello e giacca verdi scuro, ma non vi avevo dato importanza poiché a breve distanza c’è il Parco delle Orobie Valtellinesi.
La macchina si era fermata meno di un metro dal mio fianco sinistro, e ne saltò giù il conducente ancora prima che la jeep avesse finito di rallentare.
- Buongiorno. – saluta la guardia, sigaro in bocca. – Posso conoscerla?
Il mio primo pensiero era stato che voleva chiedermi se volevo un passaggio, visto che ero a piedi sotto l’acqua, ma quando era sceso giù dalla macchina con quella veemenza, avevo capito che l’intenzione non era quella. Subito dopo ho pensato volesse dirmi qualcosa sul luogo in cui avevo parcheggiato la mia auto: solitamente la lasciavo in uno spiazzo nel bosco in una curva della strada, ma essendo pieno di neve avevo deciso di lasciarla in un punto in cui la carreggiata si allargava e c’era lo spazio per posteggiare senza causare intralcio alle macchine in movimento.
In più, il fatto che mi avesse chiesto come mi chiamassi mi aveva lasciato un po’ allarmato. Potevo benissimo dirgli il mio nome, ma l’unico documento che avevo con me era il Bancomat che mi era rimasto in tasca qualche ora prima, quando avevo fatto il pieno della macchina. Solitamente non ci sono i Carabinieri a Caprinale a controllare chi va e chi viene.
- Salve. – lo saluto a mia volta, un po’ preoccupato, e gli dico come mi chiamo.
- Alcune persone hanno chiamato per informarci che qualcuno che camminava lungo la strada poteva trasportare un’arma nascosta in una sacca. – spiega, fissando il mio borsone che portavo in mano.
Impiego un attimo a capire che quel qualcuno ero in realtà io, e che la fantomatica testata nucleare era appesa alla mia mano destra. – Ah! – esclamo. – Ho le ciaspole perché volevo andare a fare un giro fino a Bondone.
La Guardia, che devo aver già visto a Teglio, sembrò quasi volesse ridere davanti alla mia affermazione. – Una ciaspolata fino a Bondone è davvero una bella idea. – confidò, ma poi, forse ricordandosi che era pur sempre in servizio e doveva controllare, mi chiese di aprire la sacca.
Feci scorrere la cerniera, sperando che non si bloccasse ancora come ieri sera, e l’aprii mostrando le due ciaspole all’interno, oltre ad una bottiglietta di Gatorade verde (al mango). Sperai che non mi chiedesse di estrarle, perché in tal caso avrei passato il resto della mattinata nel tentativo di rimetterle dentro la loro stessa sacca.
Risolto il problema, la Guardia mi salutò e ritornò in macchina, ripartendo. Lo guardai allontanarsi, quindi richiusi la sacca e ripresi a camminare verso la macchina. Quando avevo deciso di abbandonare l’escursione a causa del brutto tempo, ero anche giunto alla conclusione che l’avrei rifatta la mattina dopo, in quanto il tempo previsto sarebbe stato più clemente. La neve sulla strada che conduceva a Bondone sarebbe rimasta comunque anche con il sole, quindi avrei avuto ancora bisogno delle ciaspole, ma non le avrei portate ancora con la loro sacca, quanto piuttosto usando uno zaino o qualcosa del genere, magari anche lasciandole sporgere fuori, per far capire che non trasportavo armi chimiche o biologiche a quei paranoici della zona.
Lo so, non è una di quelle vicende che compariranno sui giornali o che mi permetterà di comparire nel “La vita in diretta”, ma anch’io sono stato un ricercato!

February 22

Wikiloc

Non so se lo sapevate, ma al giorno d’oggi esistono dei navigatori satellitari non solo per i mezzi di trasporto a motore, ma anche per attività all’aperto, come escursioni o i viaggi in bicicletta. Invece di indicare solo le strade percorribili in automobile, mostrano anche i sentieri, le piste ciclabili e via discorrendo. Il tutto ha un costo maggiore rispetto ai navigatori satellitari per auto, anche tre o quattro volte superiore, poiché le mappe devono mostrare più informazioni, essere più piccoli, leggeri ed avere tutti quei gadget che ormai, quando si esce di casa, si hanno ridondanti quattro o cinque volte (provate a pensare quanti oggetti avete in tasca che possono scattare una foto o riprodurre musica…).
In ogni caso, i navigatori satellitari un po’ belli che, tra le altre funzioni, vi fanno pure dimagrire (non tanto per le passeggiate ma per il fatto che, una volta acquistati, non avrete i soldi per mangiare per un paio di settimane…), possiedono anche la capacità di salvare i propri percorsi e di caricarne di creati da altri utenti, per poter poi ripetere i loro tragitti. Ma dove trovarli?

wikiloc Una soluzione è “Wikiloc” (il prefisso “Wiki” ormai lo ficcano dappertutto quando si ha un sito creato dagli utenti, un po’ come “Tube” quando si tratta di video), un sito raggiungibile sia da Internet che da “Google Earth” selezionando il livello “Galleria/Wikiloc”. In questo modo, sul planisfero appaiono delle icone rotonde bianche con all’interno degli omini che camminano, vanno in bicicletta, sugli sci, automobili, navi… Ognuna di queste attività indica il mezzo con cui è stata percorso il tragitto. Cliccandovi sopra, vengono mostrati in una finestra l’andamento altimetrico del percorso, foto, alcune informazioni come la lunghezza e la possibilità di scaricare dal sito il file che contiene il tragitto per poi poterlo caricare sul proprio navigatore satellitare. In più, è possibile vedere direttamente su “Google Earth” il tragitto, anche se qualche volta non viene visualizzato e si viene mandati ad una pagina internet che informa che non è stato possibile raggiungere la risorsa richiesta (anche se spesso basta attendere qualche secondo che compaia l’andamento altimetrico e riprovare…).
Il sito, invece, si presenta molto spoglio, se non per il logo, piccolo, ed una grande mappa in cui è possibile trovare le località che interessano, oppure selezionare le attività che si vogliono intraprendere. Queste ultime spaziano dall’escursione al viaggio in treno, dal canottaggio alla slitta trainata dai cani, dall’arrampicata alla mongolfiera, passando anche per il ludico geocache (una sorta di caccia al tesoro fatta con il navigatore satellitare). Creare una propria pagina personale richiede pochi minuti, ed è subito possibile inserire i propri percorsi scaricandoli dal navigatore satellitare o crearli in “Google Earth” ed importandoli nel sito. Qui è possibile aggiungere foto, commenti e waypoint. Una volta salvato un percorso, in pochi minuti è visibile per tutti gli utenti su “Google Earth” (senza aspettare i due mesi tipici invece di “Panoramio”).
Consiglio di fare un giro sul sito od attivare il relativo livello se volete trovare nuovi percorsi, anche di folli come questo, che si è fatto in macchina il giro di mezza Islanda, o quest’altro che si è fatto quasi ottocento chilometri in bicicletta per raggiungere Santiago de Compostela partendo da Lisbona.

Tutto il rosa (e pure il resto) della vita…

Nota dell’autore: in perenne memoria dei nostri fratelli caduti nell’arduo e disperato tentativo di redigere un testo durante l’esame d’italiano per la professione di Magistrato (vedi qui), questo intervento conterrà volutamente errori ortografici e lessicali affinché anche i sopravvissuti ai continui ed implacabili attacchi del Generale Condizionale, e delle sue truppe speciali Gerundio e dell’armata Congiuntivo, possano avere l’impressione di aver scritto loro stessi quanto segue.

Ricordo ke, quando andavo a squola, alle superioir, un mio compagno, il mauro, aveva una grande passione per il calccio. era uno di quelli ke ne parlava dalla mattina alla sera: “Ai visto cos’a fatto questo? e il gol di quellaltro?” .Ma quanto rompeva le bale, con cuesto calcio.
E tuti i gionri portava ha squola “La gazzetta dello sport”. Io mi chiedevo sempre: “Ma che diavolo possono schrivere i gornalisti di sport?” Volio dire: la domenica possono parlare dele partite che si svolgheranno quel giono, il lunedì delle patrite del giorno prima, il martedì, se prorprio delle polemiche riguardo le partie nate durante il lunedì, ma glialtri giorni, ke caspita posono raccontare?
No ke l habbia mai chiesto al mauro, visto che non ghi parlavo, ma hero curioso di sappere cosa dicevano sul giornale gli altri giorni. E hè rimasto un dubio che mi hè rimasto x tanti hanni.
poi, negli ultimi hanni, hè cominc iata a comparire la publicita della “La gazzetta dello sport”, con cuesta storia del “tutto il roza della vita”, che uno pensa ke hè un romanzzo rosa, e invece no. Ma allora è publicita ingannevole, perke 1 si aspetta di vedere Bobbo vieri e la velina che si slinguazano di nasocsto, e invece non. Dulcis in fundis, ho capito ke cosa fa vendere il giornale nei gorni ke non ci hsono le partitte.
Se andate i quel negozzio in qui vendono i fogli con su le parole, vi haccorgerete ke speso è pieno di DWD sulla pescha al storione, videogheim dell anteguerra, libri su cuesto e cuello argomento. Uno si potesse chiedere: “Ma da dovve ariva tuta cuesta paccotiglia?” .e be, tutta cuesta paccotttiglia arriva con “La Gazzetta dello Sport”: il lunedi ci sono le figurine dei calcatori khe giocano in SErie C4, il matedì i videogheim prodoti in nord coreea, il mercoleì i dwd di Ben Tehn, ke ki cakkio è cuesto cui devo ancorra kapirlo, il giovedì le lezioni di Pocher on lain, il vennerdì le monete romane del III° secolo con sù la facia dei giocatori di kriket del Togo, il Sabato è festa, Domenica è festa, s’ laüra mai, s’ laüra mai…
Alla fine del mercatto, “La gazzetta dello sport” mi parre cuasi ke di sport ne proponghi poco, ma il piu della roba sono gadegett che uno x portarse lì a casa deve andare a comprarsi il giornale con la cariola, o non riesce a portarsi tuto soto un bracccio.
Siamo sicuri ke uno habbia bisogno di tuto ciò, ma sopratuto uno che lege “La gazzetta dello sport” e poi passa le gionate a guardare le partite di caccio in tw e non fa moto, si puo considerare uno sportivo?

Nota dell’autore/2: questo post è satira sociale, in quanto l’autore non ha nulla contro “La gazzetta dello sport”, i Dvd sulla pesca di frodo al tritone delle pozze della Polinesia, e le persone che non conoscono l’italiano nonostante abbiano fatto l’Università. Forza ragazzi, non fermate mai la vostra Sacra Battaglia, ed un giorno nel mondo trionferà la ‘gnuransa su tutti quelli che sanno coniugare i verbi!

February 17

Geo & Geo

Certo che i responsabili della programmazione della tv devono essere o sadici o pazzi. Non parliamo della pubblicità che, sebbene un tempo fosse ancora peggiore, oggi giorno quando stai pranzando hai un prurpurrì (o qualcosa del genere) di immagini di pannolini sporchi, gente chiusa in un bagno ridotto ad una camera a gas o le “occasionali fuoriuscite di urina” femminili (a giudicare dalla pubblicità sembrano delle fontane, le componenti del gentil sesso), o ancora la bellissima Marcuzzi che, con tutta una serie di oggettive qualità, le hanno dato una serie di spot in cui sembra che non veda la tazza del gabinetto da quando ha iniziato a condurre il “Grande Fratello”.
Se poi dobbiamo passare ai programmi, siamo fritti. Escludendo i rialiti sciò di cui non posso nemmeno sentire parlare (arrivare al lavoro la mattina alle cinque e mezza e vedere due colleghi sessantenni che si lamentano che il “Grande Fratello” dura fino ad ore antelucane e non riescono a dormire abbastanza la notte per poterlo seguire, e poi lanciarsi in discussioni animate su ciò che ha fatto la Carmela dopo che l’hanno mandata fuori dalla casha, giuro che mi lascia basito ed un po’ inorridito…), che quindi a casa mia non si vedono, spesso, durante l’ora di cena, il canale sul televisore (i medici dicono di non guardare la tv quando si mangia, e c’hanno ragione, come vado ora a spiegare) è Raitre. E all’ora di cena cosa trasmettono? “Geo & Geo”.
”Geo & Geo”, per quei quattro sull’intero pianeta che non l’abbiamo mai visto, è un programma sulla natura che ha una peculiarità particolare tutta sua: alle cinque, quando cioè inizia, vengono trasmessi documentari sugli uccellini, i micini, località nel mondo o dell’Italia, interviste con esperti ed un quiz che definirlo semplice sarebbe un insulto; poi, man mano che si avvicina l’ora di cena, i temi cominciano a virare verso argomenti poco adatti alla digestione.
L’altro giorno, per esempio, alle sei e mezza era in onda un documentario sulla vita nella foresta amazzonica, in cui un gruppo di valenti ed intrepidi naturalisti che, per nostra disgrazia, dovevano aver ereditato da qualche zia zitella una cinepresa, si aggiravano per le pianure del Sud America. Lo speaker parlava, illustrando ciò che compariva sullo schermo e sottolineando le vere meraviglie della natura: “…ed ora la gigantesca anaconda, aprendo al massimo le sue fauci snodate, inizia ad ingurgitare l’Aiuto alla regia José ma, come potete vedere, arrivata a metà, lo rigurgita con evidente fatica, a causa del cinturino dell’orologio che s’incastra in un canino ricurvo del magnifico esemplare di rettile (ma come diavolo potete dirvi naturalisti se vi fate mangiare con indosso l’orologio, o peggio ancora con il cellulare in tasca, che magari pure squilla disturbando il luculliano pasto della fiera? Magari all’anaconda passa giù per il canale del fiato e si strozza, o il cadmio della pila le scatena un bruciare di stomaco tale che poi deve farsi di travelgum per farselo passare…). Ora l’anaconda, memore di problemi simili affrontati durante banchetti a base di caproni, le cui corna s’incastravano nella sua gola, decide di inghiottire il nostro amico partendo dai piedi e non dalla testa. La cosa richiederà diverse ore, e la salma dell’uomo durante la digestione rigonfierà la struttura tubolare dell’anaconda per diverse settimane.
”Poco distante, un esemplare femminile di tapiro, notando la presenza della telecamera, viene colta da quella che gli etologi chiamano “Sindrome del porco esibizionista” e, non avendo a portata di mano un impermeabile, si auto induce le doglie e partorisce. La macchina da presa zooma sul parto, per riprendere questo fatto straordinario documentato solo 12.000 volte finora. Ma rivediamo al rallentatore questo miracolo della vita: ecco il piccolo tapiro che esce prima con la testa, poi resto del corpo macchiato di sangue; terminata la dolorosa operazione, la madre, rispondendo ad ancestrali istinti impressi nel suo comportamento, divora avidamente e con una palese soddisfazione la placenta che lei stessa ha espulso, affinché i predatori non possano rilevarne l’odore, mentre il piccolo tapiro, ancora stordito per la caduta a terra, vomita alacremente a grossi fiotti il viscoso e trasparente liquido amniotico…”
E che diavolo, c’è gente che sta mangiando! Adesso il tapiro che figlia in diretta tv e l’anaconda che banchetta con l’Aiuto alla regia, l’altro giorno uno speciale sugli scorpioni, con tanto di macro-inquadrature sul volto dell’aracnide, qualche tempo prima uno sugli scarabei stercorari che facevano la pallina con il regalino di un cane che ancora fumava… cosa aspettano a fare qualche bel documentario sul verme solitario o con il solito antropologo rompiballe che va a visitare la solita tribù di cannibali (probabilmente ha pure il sito internet e fa sconti alle comitive) che non ha mai visto l’uomo bianco ma che indossa le Nike e le magliette dell’Adidas, e cerca di imparare il trucco per cucinare in maniera sana fegato e cervella umane.
D’accordo per "il miracolo della vita”, ma c’è gente che preferirebbe con più felicità la più semplice “magia della digestione”, la sera…

February 14

Questa sì che è una Special Edition!

In occasione dell’uscita di “Bioshock 2”, il seguito di uno dei più bei giochi che abbia mai provato, è uscita anche la Special Edition. Mentre, solitamente, nella Special Edition di un videogioco si hanno un paio di DVD in più con le interviste dei programmatori ed, al limite, un libretto e qualche costume da usare in gioco, in questo caso la “2K”, la casa editrice del gioco, ha deciso di proporre una confezione di tutto riguardo.
scatola aperta

Di dimensioni spaventose, rispetto ai soliti formati da confezione di DVD, qui abbiamo, oltre al gioco in sé, anche un CD con la colonna sonora del gioco, un libro di più di 100 pagine in cui viene raccontata la genesi dei personaggi, gli ambienti e tutto ciò che si trova nel gioco, tre pubblicità presenti anche sui muri di Rapture (qui sotto), ed un vero Lp in vinile, con la colonna sonora del gioco (ora ho la scusa per comprare un giradischi – scherzo).

E pensare che la Special Edition del primo “Bioshock” aveva solo una statuina di un Big Daddy… La Special Edition del terzo cos’avrà? Una vera trivella ed un paio di litri di Eve?

February 08

Obiettivi di un’estate 2010 (e quest’anno con supporto multimediale!)

Sto cominciando a diventare abitudinario. Ogni anno ripeto le stesse cose: compleanno, cena di lavoro, ferie estive, ferie natalizie (no, l’onomastico no: con ventimila santi, il mio manca…), il programma per le escursioni dell’anno successivo e la lista degli obiettivi da completare entro una certa data. E qui siamo proprio per quest’ultimo motivo.
D’accordo, l’anno scorso ho iniziato la fatica per il completamento degli obiettivi la metà di aprile e quest’anno all’inizio di febbraio, ma ciò compensa la maggiore difficoltà delle sfide che mi voglio lanciare. Come nell’occasione precedente, anche questa volta la data di scadenza è fissata per l’equinozio d’autunno, ovvero il 23 settembre 2010 (d’accordo, l’equinozio cade alle 3 di notte del medesimo giorno, ma non facciamo troppo i fiscalisti…), quindi ho quasi sette mesi di tempo (se non ho sbagliato i calcoli – cosa comunque probabile…) per cercare di fare la figura del pirla in mondovisione.
Nei giorni successivi l’equinozio di autunno pubblicherò, sempre su questo sito, un riassunto con tutti i risultati conseguiti e gli obiettivi biecamente mancati, sperando che sia migliore di quello dell’anno scorso.

Fitness

102 cm di girovita
L’anno scorso non sono riuscito a raggiungere il peso forma, nonostante me lo fossi promesso. Quest’anno, per settembre, voglio raggiungere almeno i 102 centimetri di girovita, come consigliano i terror… medici. Sarà dura, ma se ce la metto tutta, forse…

10 volte a Bondone
L’anno scorso, durante le ferie estive, ho trovato un percorso della lunghezza di 20 chilometri (d’accordo: 19 chilometri e 700 metri), per metà in leggera salita (l’altra metà è in leggera discesa, ovviamente, in quanto ripercorro la stessa strada all’inverso…) lungo una strada di montagna poco frequentata dalle automobili, che mi permette di camminare per delle ore mantenendo la frequenza cardiaca tra le 125 e le 145 pulsazioni. Il percorso, visibile nell’immagine qui inclusa, parte dalla contrada di Casa Margottoni e prosegue passando per la contrada di Caprinale, attraversa per Casa Monegatti e giungere infine a Bondone.camminata a bondone

La mia sfida è quella di ripetere questo percorso almeno 10 volte: richiederà parecchi sabati mattina liberi, ma spero proprio di riuscirci.

50 mila passi.
L’anno scorso volevo riuscire a compiere 300.000 passi sommando tutte le escursioni fatte durante l’estate. Quest’anno voglio strafare, e realizzare l’obiettivo di 50.000 passi in un solo giorno. Non è facile, ma forse completando l’obiettivo “Sondrio andata e ritorno” riuscirò a soddisfare anche questo. Ovviamente poi dovrò comprare un paio di scarpe nuove e non riuscirò a camminare per mezza settimana.

Escursionismo

Malga Streppaseghel
A grande richiesta, ritorna anche quest’anno la mai fatta e sempre sognata gita alla Malga Streppaseghel. Ora che poi conosco due diversi percorsi per poterla raggiungere (una difficile e l’altra ancora peggio…) forse ci posso anche riuscire, quest’anno. Forse.

Sondrio andata e ritorno
Dopo l’obiettivo dell’anno scorso, in cui dovevo andare fino a Sondrio, il capoluogo della Valtellina, a piedi partendo da Tresenda, quest’anno voglio fare il doppio: dopo essere andato fino alla città, a piedi, ho intenzione di tornarmene indietro sempre a piedi e non in treno, per un totale di circa quaranta chilometri (ma sì, dai, i maratonisti ne fanno due abbondanti in più quando gareggiano…). Comunque, un altro paio di scarpe da buttare.

tresenda sondrio

National Geographic
OK, questo è poco sensato, ma se la vita avesse un senso che senso avrebbe vivere? (no, non è una frase famosa - non l’ha detta nemmeno Ratman). Comunque, ho intenzione di fotografare cinque animali di alta montagna entro la fine di settembre (anche mucche e capre vanno bene, così come qualunque sorta d’uccelli, pesci, mammiferi, insetti e pastori – con le pulci valgono doppio).

Il pellegrinaggio
L’anno scorso sono andato alla Messa degli Alpini a 2500 metri di quota con la jeep di mio zio. Quest’anno, voglio andare con la mia auto fino alla Baita del Sole, a Prato Valentino (1600 metri di quota), e poi proseguire a piedi fino alla stazione di risalita Duemiladue (2300 metri) a piedi. Una bella passeggiata in alta quota, sperando che non piova o non nevichi, se no me ne resto a letto.

Libri

“I promessi sposi”
L’avevo promesso anche l’anno scorso, ma la lettura di “Dune” mi ha portato via tanto di quel tempo che non potevo nemmeno immaginarmelo. Comunque, visto che anche “L’idiota” è stato divorato e digerito (da qualche cinghiale che se l’è pappato nel bosco dove l’ho scagliato…), mi manca da leggere uno dei più famosi libri italiani (anche “Cuore”, ma sono arrivato a febbraio e mi stava venendo il diabete…), ovvero “I promessi sposi”. Un paio di brani li ho letti alle superiori, quindi voglio sapere come si svolgono alla perfezione i fatti.

“Moby Dick”
moby-dickQuesta è una new entry di quest’anno, è il libro che leggo quando faccio cardio in palestra sulla cyclette o sulla ellittica (2 ore venerdì… tutti i crampi del giorno dopo sono comunque valsi fino all’ultimo). Tornando a noi, voglio riuscire a leggere il più famoso romanzo sulla caccia alle balene, ma soprattutto alla chimera che rischia di distruggere non solo un uomo dall’anima infettata dal germe della vendetta, ma anche tutte le persone che hanno riposto la propria vita nelle sue mani. Comunque un gran bel libro, tra l’altro molto istruttivo (anche se probabilmente molte delle informazioni presentate oggi sarebbero contestate da frotte di biologi marini…).

Storia
In più, quest’estate voglio anche leggere un romanzo ambientato nel passato, in qualche cultura scomparsa. Ho recentemente letto “L’azteco”, “L’assiro” e “L’isola dei pirati” (ragazzi, che fantasia gli autori, per quanto riguarda il titolo), e devo fare un salto in qualche libreria (magari lasciando un’altra volta mezza paga) per imparare qualcosa di un’altra popolazione del passato (sono quasi attratto dai vichinghi).

(PS: ogni obiettivo riguardante i libri verrà sospeso quando uscirà il prossimo volume della saga fantasy “Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco” del Maestro George R. R. Martin, almeno finchè non avrò finito di leggerlo.)

Videogiochi

Portal”
Gioco incredibilmente appassionante, “Portal” è un puzzle in cui si devono attraversare strane stanze attraversando portali che si possono aprire nei muri, nei soffitti e nei pavimenti. Oltre ad essere accattivante, richiede un minimo di intelligenza e ragionamento fuori dagli schemi. Voglio terminare la campagna entro l’autunno.

“Sam e Max”
max Sam e Max sono un grosso cagnolone che probabilmente compra i vestiti nello stesso negozio del Tenente Colombo ed un coniglietto bianco, il primo un serio investigatore privato ed il secondo un pazzo completo. Ho scaricato da Xbox Live le due stagioni delle loro avventure grafiche, per un totale di dieci o undici puntate. Le prime quattro le ho finite, ma mi mancano le altre, ed ho intenzione di completarle tutte (e vedere di nascosto Satana che sgrida i dipendenti quando la produttività cala…).

Altro…

Finire il puzzle
puzzle Anni fa, forse anche un lustro fa, mi era venuta la passione per i puzzle. Ne avrò fatti forse una mezza dozzina, con soggetti artistici, animali o paesaggi, tutti da 1000 pezzi. L’ultimo, di soli 500, con un bel micino che dorme su una coperta (o dei jeans, non mi ricordo) onestamente non ce l’ho mai fatta a finirlo: un po’ il pelo, un po’ il tessuto tutto uguale, mi ha fatto perdere la pazienza e non sono più riuscito a terminarlo. Quindi, se nel frattempo non è stato gettato nella spazzatura, ho intenzione di terminare il puzzle.

Istruire Argo argo
Questa è una bella rogna. Nonostante abbia portato Argo, il mio cane, a diverse lezioni di addestramento, non è che abbia(mo) mai prestato molta attenzione a ciò che diceva l’insegnante. Che ci vuole fare, signora: è giovane e spensierato, ogni odore lo distrae e preferisce fare conoscenza con gli altri cani (specialmente con la cagna di uno dei miei superiori al lavoro…) che imparare a fare i salti mortali all’indietro o salvare i marmocchietti urlanti nelle case in fiamme. Di conseguenza, per la fine si settembre cercherò di insegnargli, io da solo, a fare le seguenti cose: avvicinarsi quando lo richiamo; sedersi e/o sdraiarsi a comando; fare “piede”, cioè camminare a fianco senza guinzaglio e sedersi a fianco quando ci si ferma. Lo so, questo sarà impossibile.

Terminare “Il Signore degli Anelli – Versione Tellina”
Ormai è un anno e mezzo che me lo tiro dietro, ma ora devo finire di scrivere questa buffonata. Pensavo di impiegarci un momento di meno, ma ormai sono quasi giunto alla conclusione (anche se devo ancora finire di inventare l’ultima manciata di capitoli). Comunque sia, nonostante lavoro, palestra, dormire e mangiare, quest’estate devo trovare il tempo per arrivare a scrivere la parola “Fine” al racconto. Poi magari iniziarne uno nuovo…

January 31

“Il Signore degli anelli” Versione Tellina - 23° puntata

Torna all’indice…

Le montagne si stagliavano nel cielo del pomeriggio, innalzandosi tra le cime degli alberi della foresta. Alcune nuvole bianche avevano fatto la loro comparsa, ma in pochi minuti erano state spazzate via dal vento d’alta quota.
- Quasi ci siamo. – annunciò Gollum con la sua vocina strozzata, galoppando davanti ad i due compagni di viaggio. – Strada continua su sentiero di montagna e poi in valle, ma adesso noi ferma per la notte.
- Ma che stai dicendo, mostriciattolo? – rimbrottò Sam, ormai stanco di interrompere la loro marcia ogni giorno a metà giornata, perdendo tempo prezioso. – Il sole è ancora alto, e possiamo proseguire per un altro paio d’ore.
Gollum fissò l’hobbit con uno sguardo che lasciava trasparire tutto il suo odio viscerale che ardeva nella sua anima corrotta. – Oh, hobbit crede essere maratoneta. Ma suo amico è stanco. Sì, molto stanco.
Sam lanciò un’occhiata veloce a Frodo, il quale sembrava aver appena affrontato la SkyRace Valmalenco-Valposchiavo(1)
inseguito da cani idrofobi: spalle basse, occhi spenti e le gambe che sembravano appena capaci di tenerlo ancora eretto.
- Sam… – si lamentò Frodo, con un filo di voce, – non ce la faccio più… sono stanchissimo. Fermiamoci…
- Ma Frodo, come fai ad essere così stanco che non abbiamo nemmeno camminato per due ore, da quando ci siamo fermati per il pranzo? – chiese l’altro, ma l’unica risposta dell’amico fu il crollare a terra come un sacco di patate.
- Non ce la faccio più… – biascicò Frodo.
Sam alzò gli occhi al cielo. – Forse, se a pranzo, invece di ingolfarti lo stomaco come un porco al trogolo ti trattenessi un po’, riusciresti a fare qualche passo in più.
Frodo si limitò a tenere gli occhi bassi ed a sbuffare scocciato.
Gollum sapeva benissimo che Frodo si abbuffava come un lupo, all’ora di pranzo, e proprio per questo cacciava una quantità di selvaggina tale da sfamare almeno il doppio di loro tre: in questo modo l’hobbit non aveva la forza di camminare per molto tempo, e la loro marcia era rallentata. E se questo non faceva altro che infuriare Sam, lui, Gollum, invece aveva il tempo di studiare un piano con il quale eliminare i suoi due scomodi compagni di viaggio e prendersi l’anello.
- Voi riposa. – propose l’omuncolo, – Me va a cerca cibo per cena. – Magari con del veleno…, aggiunse mentalmente, mentre si voltava e si allontanava dai due hobbit, che avevano cominciato a litigare come due coniugi dopo quarant’anni di matrimonio.
S’inoltrò nei boschi, aspettando che le voci dei due suoi compari di viaggio si affievolissero fino a scomparire. Parlavano, parlavano, parlavano… non tacevano mai, nemmeno a tappar loro le bocche, e lui aveva bisogno di silenzio per poter escogitare un piano grazie al quale poter rubare l’anello.
In pochi minuti raggiunse un fresco torrentello che rumoreggiava allegro tra le rocce affioranti. Gollum si sedette sulla riva sassosa e, usando le mani a coppa, prese un po’ di acqua fredda e la bevve. Poi vide il suo riflesso nell’acqua.
Quel volto, pieno di bellezza… Sua moglie Ivola diceva che fosse bello quanto un elfo: quella ragazza aveva buon gusto; l’altra moglie, Derona, invece mostrava di apprezzare anche doti più nascoste, sostenendo che Gollum, degli elfi, aveva il cervello. E proprio il cervello era uno dei maggiori vanti di Gollum, la sua intelligenza, la sua capacità di cogliere le occasioni al volo, e non si scoraggiava mai.
Ma creare un grande piano per potersi appropriare dell’anello richiedeva un grande sforzo mentale, e tranquillità. Molta tranquillità, e quella poteva trovarla sulle sponde del piccolo torrente.
- Come fare, però? - si chiese.
- Dovremmo pensarci, – gli rispose il suo riflesso distorto dalle onde dell’acqua che scendeva placida a valle. – ma dev’essere qualcosa di davvero tremendo, che possa comparire sulle prime pagine dei giornali per almeno un paio di settimane, un bello speciale di “Porta a Porta”, con tanto di plastico, e magari anche un film.
Gollum fece un salto all’indietro terrorizzato, vedendo se stesso che parlava dal torrente. Scioccato, rimase qualche secondo accasciato contro l’albero alle sue spalle, con gli occhi ancora più strabuzzati del solito, temendo che la sua stessa immagine potesse uscire dall’acqua e camminare sulla terra. Ma era possibile? Poteva un’immagine riflessa prendere vita? No… no, era impossibile. Solo un’illusione, magari la stanchezza della marcia di tutti quei giorni, sentendo continuamente le idiozie di quei due maledetti hobbit… Sì, quello aveva stordito al tal punto la sua testa da farle credere che un riflesso avesse parlato: sì, era così, si convinse Gollum.
Ma non abbastanza, e gli ci volle quasi un minuto, prima che prendesse il coraggio e si riaffacciasse, titubante, sul torrente, sperando di aver davvero ragione.
La sua immagine era ancora lì, che lo fissava, come lui la fissava. Non faceva nessun movimento se non quelli che faceva lui.
Gollum fece un sospiro di sollievo. – Me spaventato per nulla! Solo un…
- Ehi! – fece ancora l’immagine riflessa, muovendosi di scatto, come se avesse preso vita all’improvviso. – Che diavolo stai facendo?
Gollum si mise a strillare, impietrito. Uccelli fuggirono dalle piante vicine, lanciando grida di protesta verso l’omuncolo che li aveva spaventati.
- Ehi! Ehi! Falla finita! – lo richiamò il riflesso, scintillando sotto la luce del sole ed increspato dalle onde del torrente. – Smettila di urlare come una donnicciola! Mi stai facendo scoppiare la testa!
Gollum rimase muto, a bocca aperta, fissando la sua stessa immagine come se stesse guardando un buco che conduceva all’inferno e che stava vomitando diavoli armati di forconi. Solo dopo diversi secondi riuscì a formulare una frase sensata: – Chi è, tu?
Il riflesso lo squadrò, rispondendogli con la sua voce acuta: – Ehi, sei forse scemo? Io sono la tua personalità iraconda, non mi riconosci?
L’omuncolo, che non sapeva se quello che stava vivendo era vero o se il suo senno se ne fosse andato completamente dopo l’ultimo palo della vigna che si era fumato, si sporse un po’ di più sulla superficie del torrente. Il suo riflesso non si mosse. – Ma me no ha personalità multiple. Me non matto!
L’altro Gollum, come rise! Non si era mai visto un riflesso increspato dalle onde del torrente scompisciarsi in quella maniera così poco decorosa. Sembravano Narciso ed il suo doppio sul pelo dell’acqua, ma in questo caso  il riflesso insultava quello vero. – Ma ti sei rincretinito? Sei brutto, pelato, hai gli occhi che ti sporgono, non riesci a formulare una frase corretta e pretendi pure che la natura, infame come sempre, non abbia incluso nel prezzo anche una ventina di personalità multiple?
- Ma, me… – balbettò confuso Gollum, – Me no ha mai sofferto di personalità multiple!
- Anche le personalità multiple hanno un amor proprio, ed abbiamo disgusto a farci vedere in giro con la tua faccia, quindi preferiamo restarcene nascosti in fondo al tuo subconscio. – spiegò il riflesso. – Ora però siamo stanchi di andarcene in giro con quei due babbei nanetti, con tu che stai lì ad inventarti stupidi piani che funzionerebbero solo una dannata puntata di “Lupin”. Ho riunito alcune altre personalità di una certa importanza, per poter studiare una tattica decente per poter prendere l’anello, quindi semmai dovessi mai ritrovarti all’improvviso con una idea geniale, non te ne prendere la paternità perché l’abbiamo inventata noi.
Gollum rimase in silenzio, mentre l’immagine riflessa smetteva di muoversi e ritornava ad essere la sua.

- D’accordo, adesso facciamo un po’ di silenzio. Apriamo ora la nostra riunione per prendere il maledetto anello a quel dannato hobbit. Come sapete, io sono l’ira, mentre qui abbiamo la lussuria…
- Che libidine!
- …e la gola.
- Salve. Volevo solo chiedere se, invece di un anello, non potremmo dare la caccia a qualcos’altro di valore, che ne so… monete di cioccolato. Mmh, cioccolato… dolce, croccante, che si scioglie sulle dita e…
- Ma basta, dannazione! Possibile che non puoi pensare ad altro? E poi non le hai nemmeno, quelle dannate dita!
- Le dita, che libidine!
- E silenzio, maledizione! Se avessi uno di quei martelletti che usano nei tribunali, ve lo spaccherei in testa!
- Mmh… una volta ho visto un martello di cioccolato, al supermercato(2)
: era libidinoso!
- Cioccolato, che libidine!
- Ma dateci un taglio, tutti e due! Ma perché non ho chiamato l’accidia, che non fa nulla ma almeno finge di ascoltare?
- Chiedo venia, signori. Io…
- Ma porcaccia la miseria, e questo idiota adesso chi è?
- Ehm, io, come stavo dicendo, sono l’educazione. Prima di tutto vi auguro una buona giornata, e chiederei la possibilità di parlare con voi riguardo la vostra decisione di attentare alla vita di…
- Dannazione, chi l’ha fatto entrare questo imbecille? Ma perché non te ne vai con la gioia e la spensieratezza e non vi gettate sotto un treno?
- Beh… Non mi sembra il caso di comportarsi così sgarbatamente. Se provasse, me lo permetta di dire, a scaricare la sua rabbia dipingendo o con la scultura…
- La Maja desnuda, che libidine.
- Una volta ho mangiato una scultura fatta completamente di cioccolato al latte e mentine… ho l’acquolina in bocca solo a pensarci…
- Oh maledizione! C’è in giro un oggetto contundente che pitturo di rosso la schiena di questo dannato damerino, così magari mi scarico la rabbia con l’arte? Poi magari faccio un paio di tatuaggi anche sulla fonte di voi due babbei.
- Mmh… tatuaggi di donne nude e discinte, che libidine.
- Basta! Basta!
- Ehm, vedo che sono di troppo… Vi auguro buona serata e…
- Ma vattene! Bene, ora che se n’è andato anche quell’idiota possiamo…
- Scusate, sono il desiderio di bere candeggina. La voglia di prendersi a martellate le dita e la pessima abitudine a guardare “House” e poi convincersi di avere la pellagra ed il colera(3) sono già arrivate?
- Oh, adesso mi arrabbio per davvero! Ma non sai leggere il cartello lì fuori? C’è scritto che l’incontro delle tendenze autodistruttive è stato spostato a domani!
- Mi spiace, ma è il lobo parietale del cervello che sa leggere(4), mentre io vivo nel cervelletto. Prima abitavo nell’Area di Broca, ma era un bla-bla-bla continuo ed ininterrotto, e poi tutti si lamentavano dell’odore di candeggina, perciò mi sono dovuto tras…
- Ho capito! Ho capito! Falla finita e levati dai piedi anche tu, qui abbiamo del lavoro da fare. Non stiamo mica girando i pollici!
- Il dottor House, che libidine!
- Mmh, adoro leccarmi i pollici sporchi di nutella mentre guardo i telefilm medici!
- Basta! Basta! Ordine! Ordine! Non so se piangere o prendervi a botte…
- Ma guardatevi… L’ira, la gola e la lussuria… manca solo l’avarizia e potreste andare nelle emorroidi a fare uno spettacolo di cabaret.
- Ma cosa diavolo è questo posto? Un porto di mare? Arriva ogni idiota presente nella psiche di Gollum?
- Il porto, che libidine!
- Ho sentito dire che il mare sa di cioccolato al latte perché ci sono i delfini con il diabete ed il loro sudore è dolce.
- I delfini, che libidine!
- Adesso vi ammazzo tutti! C’è qui uno che c’insulta e voi volete farci fare la figura da cioccolatai(5)?
- I cioccolatai, che libidine!
- Mmh, i delfini con il diabete… ne mangerei a quintali!
- Finitela!
- Ah ah ah… siete patetici…
- Tu, brutto imbecille che non sei altro, chi ti credi di essere per venire qui a ridere di noi, che puzzi come un cadavere ed hai gli avvoltoi che ti volano sopra la testa?
- Io chi sono? Io… io sono la carognaggine!
- No! Non ci posso credere! La… la carognaggine! Io… io avevo il tuo poster nella mia cameretta, quand’ero piccolo!
- Il poster, che libidine!
- Io da piccolo avevo un poster con su la foto di una tavoletta di cioccolato… me lo sono mangiato, una sera.
- Maestro, posso avere l’ardore di toccare le tue vesti? Oh, quale momento di pura libidine!
- La libidine, che libidine!
- Ma caro il mio signor carognaggine, che cos’è che avresti mai fatto di così importante, da mandare fuori di zucca l’Ira? Io almeno ho mangiato un quintale di cioccolato in un minuto e poi sono stato male per tre settimane. Ed invece tu,qual è la tua impresa?
- Oh, mio vecchio gola, sempre a parlare di quello, eh? Ma vedrai quando arriverà la vanità, e Gollum deciderà di fare la dieta… ah sì! Comunque, io ho fatto tante cose, nella mia vita: non l’ho mica passata a pensare ai Baci Perugina…
- Ti prego, Sommo! Illumina le nostre menti ignobili con le tue gesta! Ti prego…
- D’accordo. Qualche tempo fa ho ucciso la fiducia negli altri.
- Oh, Magnifico sentimento, come posso anche solo pensare di respirare la stessa aria che respiri tu?
- L’aria, che libidine!
- In realtà, un giorno, mentre ero in giro con un bel cono gelato al cioccolato, ho visto la fiducia negli altri che incitava l’ostinazione a colpire la mela che teneva in testa con una balestra. Dopo aver mancato per tre volte il frutto, ha colpito per davvero il pomo, ma era quello di Adamo della fiducia negli altri.
- Il pomo di Adamo, ma anche quello di Eva, che libidine!
- Quindi non venire a raccontarci balle, carognaggine! …ehi, che bella pistola! Oh… per gli dei… mi sta uscendo del cioccolato alla fragola dal buco nella mia panci…
- Non è cioccolato, idiota.
- Prima la fiducia negli altri, poi la gola! Divino, sei sempre più il mio mito!
- La gola è sempre stato troppo dolce, per i miei gusti. Ora ascoltatemi, tutti e due: ho in mente un piano a dir poco infame per riprenderci quell’anello!
- Siamo tutti orecchie, Supremo!
- Tutti, che libidine!

Gollum si alzò dal sasso sul limitare del gorgogliante torrente, un sorriso storto ed orrendo sul volto già mostruoso. Ora sapeva cosa fare, e non vedeva l’ora di compiere il suo piano. Oltre a gettare disgustato il cioccolato che teneva nascosto nelle calze.

Ma i nobili, nelle vene,
hanno il cioccolato ai mirtilli?

___________________________________________
1. La SkyRace Valmalenco-Poschiavo è una maratona di montagna che si svolge sui vecchi percorsi dei contrabbandieri che partivano dalla Provincia di Sondrio per giungere a Poschiavo, dove acquistavano caffè e sigarette, per poi rivenderle in Italia.
2. No, sul serio: c’erano anche il metro e la cazzuola.
3. Io questo telefilm lo farei rientrare nel terrorismo e lo eliminerei dal palinsesto tv: parla solo di tumori.
4. Secondo uno studio recente, il 72,8% degli italiani non ha il lobo parietale, quindi non sa leggere. Tra questi potresti esserci anche tu.
5. Può non sembrare, ma in Svizzera è un insulto che può portare ad un duello con le pistole buca-Emmentaler.

January 23

Come hai conosciuto “Motals Blog”?

Visto che tutti i siti ce l’hanno, pure un paio di siti archeologici in Egitto, io non voglio essere da meno, ed ecco qui il solito, inutile questionario che vuole sapere come hai scoperto il mio blog.

Benvenuto su “Motals Blog”. Come hai scoperto questo sito?

 selezione radio

Ma che diavolo, sono il proprietario del sito! Perché questo stupido questionario continua a chiedermelo?

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Cos’è un blog? Ma soprattutto, cos’è un Motals?

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Me l’ha consigliato il Presidente degli Stati Uniti.

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Sono il Presidente degli Stati Uniti.

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C’è una risposta in questo questionario che dice che sono nella tua “lista amici” ma che nel contempo mi vergogno di esserlo e non lo ammetterò mai?

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Ascoltatemi, non c’è più tempo! Sono uno scienziato del XXII secolo e sto usando un computer a traslazione quantica su matrice cronotonica per poter navigare sull’Internet del passato ed avvertirvi di un avvenimento spaventoso! Attenzione! Salutate i vostri cari, perdonate chi vi ha arrecato un torto, pregate per la vostra anima, date da mangiare ai vostri animali ed in fretta, perché il mondo sta per fin

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Ehi, ma mentre ero rintanato nella caaasha del “Grande Fratello”, hanno iniziato tutti a farsi i fatti miei? Qualcuno chiami subito il Garante, questo stupido questionario s’intromette nella mia privacy! Rodotà! Marcuzzi! Pubblico, non eliminatemi!

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Sono la bionda che in palestra ieri era sulla cyclette davanti a te. Volevo solo avvisarti che il mio fidanzato è quello alto due metri che pesa centodieci chili e che alza direttamente il body builder per allenarsi e che tende a prendere a botte chi mi fissa il lato B.

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Cercavo un sito che spiegasse come suicidarsi, ma dopo aver visto questo sito ho cambiato idea capendo che c’è gente messa peggio di me.

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Non so / non rispondo / sono analfabeta / non credo nei questionari.

 

Motals Blog

Il mondo com'è per me anche se così non è...

Ora in onda...

Si avvisa che il gestore, padrone e Signore Assoluto di Motals Blog non, ripeto, non segue nessun realiti sciò di nessun tipo o natura, quindi i visitatori di suddetto blog sono pregati di non rompere le balle con tali boiate.
Grazie.

Cordialmente vostro, Motals

Sto leggendo...

Moby Dick

Moby Dick
di
Herman Melville
Pag. 440
Anno 1851

La più famosa al mondo caccia alla balena mai raccontata. Spero solo non sia una noia come "L'idiota".

Il viaggiatore

Il viaggiatore
di
Gary Jennings
Pag. 913
Anno 1984

Dopo il magnifico romanzo che narra degli ultimi anni della Nazione Azteca, Jennings segue la vita di Marco Polo, dalla sua infanzia al suo viaggio in Estremo Oriente.

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