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July 06

Sconfiggere la Bestia magica ghiaccio in "Lost Odyssey"

Dopo aver raggiunto il campo profughi ed essere entrati nella caverna riscaldata con Jansen, Cooke, Mack e Ming, troverete una colonna di ghiaccio in cui sono imprigionati Kaim e Sarah.
Ma, come al solito nei videogiochi, la zona è controllata da un boss che, ovviamente, dovrete abbattere.
Il mostro in questìone ha l'altisonante nome di Bestia magica ghiaccio, ed è veramente alta anche di statura. Con lunghissime gambe ed un esile corpo, sembra possibile eliminarlo con qualche magia ben piazzata. Peccato che è non è solo refrattario alla magia, ma lo riflette anche contro uno dei componenti del vostro party.
Il mio consiglio è dividere il gruppo in due file: davanti Jansen e Mack, che li userete per attaccare con le loro armi, mentre le due maghe provvederanno a lanciare magie per proteggere e curare il party, un po' come con Ghiaccio Vivente (che fantasia, con i nomi).
Il mostro esegue principalmente attacchi magici, ovviamente di natura ghiacciosa, come zero assoluto, che congela una per un paio di turni una fila del vostro gruppo (quando ghiaccia la fila davanti, l'effetto muro scompare fino allo "scongelamento") ma non causa danni; oppure punte di ghiaccio che colpiscono solitamente la fila anteriore o, infine, acqua su tutti o forza. A volte, sfruttando la sua altezza, schiaccerà come un insetto con i suoi piedi uno dei vostri maghi.
Mentre i due maghi davanti svolgeranno il loro dovere attaccando il mostro con le armi, magari usando la capacità "combo" di Mack, le due maghe sfrutteranno le loro capacità nella magia bianca: Ming può lanciare in continuazione "Zefiro +" o anche solo "Zefiro", mentre il compito della giovane Cooke è quello di lanciare incantesimi che possa proteggere il gruppo. Un esempio sono "Barricata" e "Copertura" che, se ai massimi livelli, possono proteggere completamente i vostri personaggi rispettivamente da danni magici e fisici. Se necessario, fate bere al vostro party le varie pozioni di salute e mana.
Non usate "Disperdi" contro il boss perchè è inefficace.
Una volta eliminato Bestia magica ghiaccio, e ci vuole il suo momento, avrete terminato il terzo disco del gioco e salvato Kaim e Sarah, oltre ad aver ricongiunto l'intera squadra.

July 05

Il Gabibbo è morto

Gabibbo

Nella notte appena scorsa, il noto pupazzo Gabibbo è stato trovato senza vita nei pressi di una piega per lamiere. Gli inquirenti stanno eseguendo le indagini per accertare la dinamica dell'incidente che ha portato alla morte del Vendicatore Rosso, ma nessuna indiscrezione è ancora stata carpita.
Al momento sono in corso gli interrogatori, ma lungi capelli rossi, pillole dimagranti ed il cartello che si trova sotto la lapide portano le indagini verso una donna che un tempo vendeva numeri del Lotto.
In caso di sviluppi vi terremo informati.

June 28

Sconfiggere l'armadillo in "Ninja Gaiden II"

E dopo la soluzione per un boss di "Lego Indiana Jones", ecco un altro giochino facile facile, "Ninja Gaiden II" (naturalmente sto scherzando).
Al termine del capitolo 7, quello ambientato sull'unico aereo che abbia mai visto in vita mia con una pista d'atterraggio (d'accordo, è più simile a quello di una portaerei che di Malpensa), incontrerete due boss.
La peculiarità di "Ninja Gaiden II" è quella che i boss "di seconda grado" sono molto più potenti dei quattro demoni maggiori. Volf in confronto a Nessie (fine del quinto livello, quello con Roma con i canali o Venezia con il Colosseo) è un paralitico, mentre Alexei dev'essere sotto sedativo.
Uno di questi boss minori è l'armadillo, che altri non è che il nocciolo del reattore nucleare (o qualcosa del genere) dell'aereo che è appena precipitato sulle montagne ghiacciate.
Prendendola un po' lunga, devo dire che i signori del "Team Ninja" hanno deciso di fare un boss bello tosto e, non soddisfatti, lo hanno fatto precedere da uno dei capi ninja del Ragno nero (o qualcosa del genere... non ho capito molto della trama del gioco, che poi è equiparabile, per profondità, a quella della pubblicità della candeggina con la vecchia), un tizio bello tosto che, oltre a tirare fendenti devastanti, ha tre o quattro ninja di supporto che, non avendo di meglio da fare, lanciano shuriken esplosivi e vi ronzano attorno come tafani.
Poco prima di affrontare questo simpaticone, avrete la possibilità di accedere al negozio, dove vi consiglio di fare incetta di erbe e grani della vita spirituale, oltre a shuriken esplosivi, tutti quelli che potete trasportare. Se potete, non lasciatevi sfuggire la pergamena di risurrezione, che vi consiglio comunque di non attivare, per lo meno non subito. Salvate quando trovate la statua del drago (non che serva, se morite, poichè riprenderete comunque dal ninja, ma vi ricaricherà la vita).
Cercate di eliminare il ninja usando meno pozioni di salute possibile, usando semmai i Ninpo per eliminare gli scagnozzi che vi girano attorno, quindi eliminate il boss. Serve comunque un attimo di pratica.
Quando la sua salute sarà a zero, la ragazza della Cia distruggerà l'aereo (com'è che gira sempre con armi da guerra ed elicotteri da combattimento e non da mai una mano a Ryu?) e i due eroi fuggiranno a bordo di una motocicletta (certo, una moto che va più veloce di un aereo che precipita...).
Terminato il filmato, vi ritroverete di fronte l'armadrllo, un animale corazzato titanico che sembra fatto di magma. Ha diversi attacchi, nessuno dei quali

  armadillo
 

Un simpatico armadillo. Quello nel gioco non è così carino...

particolarmente forte, escludendo quando comincerà a masticarvi e vi sputerà con una fiammata. Gli attacchi sono il rotolamento, che è possibile schivare correndo e saltando, le meteore lanciate dalla schiena, anch'esse schivabili continuando a correre e saltando, ed il lanciafiamme che fa con la bocca, ma qui basta posizionarsi dietro la sua testa e sarete salvi. Oltre a questi, se lo infastidirete troppo dietro farà una giravolta per colpirvi con la coda, e se lo attaccherete con la spada in faccia cercherà di mangiarvi.
Il mio consiglio è attaccarlo in faccia con gli shurik
en esplosivi. Potete usare anche le frecce, più potenti, ma non vi permettono di muovervi mentre attaccate. Avvicinatevi al suo muso e lanciate: l'impatto gli causerà un danno minimo, ma l'esplosione sarà potente. Spesso colpirete le zampe e il danno sarà minore.
Quando lo shurichen esploderà sul muso, l'armadillo terminerà l'attacco in corso (ma non pianificate il vostra strategia su questo...).
Nel momento che la salute del boss sarà ad un terzo, lo stesso si adirerà visibilmente, lanciando fiamme dalla schiena. Qui la storia peggiorerà, perchè comincerà una pioggia quasi ininterrotta di meteore. Fate attenzione e lanciare una manciata di shuriken ben piazzati sul muso dell'armadillo e lo stesso crollerà a terra.
Non è ancora morto, avendo ancora un decimo della propria salute, ed è solo svenuto. Caricate al massimo la salute (il peggio deve ancora arrivare), prendete la spada e attaccategli il muso con la stessa: Ryu salterà sulla testa del boss e pianterà ripetutamente la spada in quel cerchio giallo.
Ora l'armadillo è morto. Ma non restate lì a piangere per la sua scomparsa perchè, in quanto reattore nucleare (o qualcosa del genere) dopo qualche secondo esploderà. Alla difficoltà "Guerriero" occorre avere la salute al massimo ed allo stesso tempo averla "allungata" almeno un paio di volte per poter sopravvivere all'esplosione, quindi se avete la pergamena attivatela prima di finire l'armadillo.
Se siete sopravvissuti, avete finito il settimo livello di "Ninja Gaiden II".

Finire l'ultimo livello di "Indiana Jones e il tempio maledetto"

Ho notato che molte persone cercano sul mio blog la soluzione per sconfiggere sul ponte sul fiume con i coccodrilli il sacerdote malvagio. In realtà è abbastanza semplice, sebbene richieda un attimo per essere completato.
Quando giungete sul ponte, in entrambi i lati compariranno i guerrieri nemici, insieme al sacerdote che ordinerà loro di attaccarvi. Quando li vedrete arrivare, riempiteli di botte e, se uno di loro lascerà a terra (ehm, sul ponte) una sciabola, raccoglietela con uno dei tre vostri personaggi. Siate veloci, perchè scompaiono dopo qualche istante.
A questo punto correte ad uno dei capi del ponte e, guardando una delle funi che lo sostengono (apparirà una croce azzurra ad indicarne l'aggancio), lanciate la sciabola (usando il tasto "B" se usate il 360).
Di tanto in tanto il sacerdote salterà in mezzo al ponte e cercherà di ipnotizzare Indiana Jones: prendete possesso di un altro personaggio (Willie o Shorty) e mollate un paio di cartoni nei reni del sacerdote che vi lascerà in pace per qualche secondo, il tempo di un altro attacco da parte dei suoi scagnozzi.
Quando avrete spezzato tutte e quattro le funi di sostegno, il ponte crollerà e, dopo il filmato, avrete terminato il livello ed anche il film.

June 26

L'auto impantanata

Oggi, mentre uscivo di casa per andare in giardino per godermi il fresco della brezza che nelle ultime ore del pomeriggio allontanava la calura che finalmente è arrivata, una donna sulla strada prese a muovere in aria un braccio per attirare la mia attenzione e mi chiamò.
- Ehi, lei, può aiutarmi? - urlò.
Socchiusi gli occhi per cercare di riconoscere quella donna, ma non riuscii a capire chi potesse essere. Poi, chi mi chiama non mi da del lei, una cosa che odio. Non potei fare altro che avvicinarmi.
E quando giunsi ad una decina di metri da lei, mi sommerse con una valanga di parole. In meno di dieci secondi, mi illustrò con dovizia di dettagli la tragedia che le era accorsa.
- Stavo uscendo da un prato e sono finita contro un sasso e non posso andare in retromarcia perchè sotto le ruote ho la grasa (il letame in dialetto tellino). - spiegò, aggiungendo altri particolari con nessuna importanza, ed indicando una macchina nera in un prato.
L'avevo notata già la mattina, quando stavo tornando a casa dalla passeggiata domenicale a Tresenda. Allora non le avevo dato particolare attenzione all'auto, classificandola come quella di qualcuno che era andato per fieno e l'aveva lasciata in uno dei propri prati mentre lavorava.
Mi domandai come avesse fatto a finire nel letame, e come pretendeva che qualcuno l'aiutasse volentieri. La seguii comunque, per constatare la reale situazione in cui si era ficcata. Al limite le avrei chiamato il carro attrezzi.
La donna, che a quanto pare mi aveva scambiato per mio zio, disse di conoscerne due, per poi aggiungerne un altro che aveva conosciuto ad una festa ed un altro che era, a quanto pare, cliente di suo marito. Non riuscii a capire se li conoscesse davvero o stesse inventando di sana pianta. Aveva sui quarant'anni (anche se non ho la minima capacità di riconoscere l'età delle persone, come quella volta che diedi sessant'anni alla mia insegnante d'italiano che ne aveva in realtà quasi trentotto), magra e con la pelle scura e abbronzata, anche se sembrava più il lavoro di qualche lampada in un salone di bellezza che i raggi del Sole. Notai, inoltre, che aveva una predilezione per il parlare a fiume. Povero marito, chissà quali mal di testa lo affliggevano.
Giunto sul luogo dell'incidente, oltre all'auto, una Fiat Ulysse che aveva colpito un termen (sasso che serve per indicare i confini delle varie proprietà nei prati) affiorante dal terreno e a fianco alla strada recentemente asfaltata, trovai un'altra donna, fisicamente simile a quella che mi aveva appena arruolato nell'impresa di salvare la sua macchina, ed un trio di cani abbaianti alla mia vista.
Come potei constatare, quella in cui si era impantanata la Ulysse era semplicemente terra resa fangosa dalle piogge incessanti delle settimane prima, nascosta sotto il manto erboso strappato dal prato dalle ruote (chiodate, come confidò più tardi la donna che mi aveva trovato in giardino) della grossa automobile. Sotto le stesse, si erano formati due profonde buche da cui sarebbe stato molto impegnativo far risalire la macchina.
La prima donna propose di farmi spingere all'indietro la Ulysse, con la sua amica, mentre lei saliva a bordo e spingeva l'acceleratore con la retromarcia inserita. Accettai e mi appoggiai al cofano dell'auto, mentre l'altra se ne infischiava e preferiva lanciare una pallina da tennis, che aveva visto giorni migliori, sporca di terra, erba e saliva, nei prati, dove veniva rincorsa dai due cani più grandi e riportata indietro.
Volò fango ovunque, mentre la pilota accelerava. Notai che l'auto, invece di andare all'indietro, cozzava ancora più contro il termen, ma pensai fosse dovuto a qualche strana peculiarità della macchina che non conoscevo.
Insoddisfatta dai magri risultati (per usare un eufemismo, poichè orizzontalmente la macchina non si era mossa di un millimetro, ma era sprofondata ulteriormente), la donna chiamò l'altra con una voce di rimprovero e le impose di aiutarmi a spingere. Facemmo un altro tentativo, durante il quale potei constatare che non la macchina non era nuova ad esperienze come quelle, almeno giudicando dai graffi e i segni lasciati sul paraurti.
Niente, anche quella volta il tentativo andò a vuoto. Soprattutto perchè, vedendo la ruota muoversi, la marcia ingranata non era affatto la retro ma qualunque altra.
Non dissi nulla, sperando che la donna al volante se ne accorgesse da sola.
Al terzo tentativo, uno dei tre cani, probabilmente il più grande, mi si accodò e decise di assaggiarmi un polpaccio. Quando sentii i suoi denti emergere dai pantaloni, anche stanco di sentirli abbaiare, mollai un calcio con il calcagno, colpendo nel collo l'animale. Il cane guaì, e la donna alla mia destra, non avendo notato il mio movimento, lo riprese.
- Sugo! (ma che diavolo di nome è, Sugo?) Stai indietro o ti fai male!
Giunta alla conclusione che non era possibile cavare un ragno dal buco, la pilota decise di andare a chiamare il mio vicino di casa, che sembrava conoscere piuttosto bene, quindi scese dall'auto e si diresse verso la sua abitazione. L'altra, nel frattempo, era tornata a quei tre dannati cani, lanciando la pallina da tennis.
- Proviamo un'altra volta. - dissi. - Salga in auto e metta la retro.
Speravo che questa, forse più avveduta della sua amica, notasse che la marcia era clamorosamente sbagliata e ingranasse quella giusta, ma le mie illusioni morirono molto presto quando, dopo aver mosso il cambio, scese dall'auto e mi chiese se riuscivo a spingere.
- Deve anche avviare la macchina. - le suggerii, chiedendomi se avesse lasciato il cervello a casa a guardare Buona Domenica in videocassetta.
Risalì in macchina e l'accese, mettendo in folle il cambio. - Ecco, adesso che faccio.
Le dissi che non riuscivo a spostare la macchina, soprattutto se la controllava la donna più stordita che avessi conosciuto negli ultimi anni, e le consigliai di spegnere il motore.
Nel frattempo, l'altra era arrivata davanti alla casa del mio vicino e stava urlando come un venditore di pesce al mercato rionale. Non ci volle molto per attirarne l'attenzione e farsi acchiappare nella rete di quel salvataggio.
A bordo della sua Jeep, il mio vicino giunse alla macchina impantanata e studiò velocemente la situazione. Decise di tornare a casa, dove prese alcuni pezzi di legno ed una pala, con cui tolse un po' di fango mentre io posizionavo dietro alle ruote i legni.
Ripetemmo l'impresa di spingere la macchina, questa volta con mia somma felicità con la retromarcia inserita, ma non ci fu alcun risultato apprezzabile.
La donna scese dalla Ulysse per controllare di persona, e ci confidò che non era la prima volta che le capitava una cosa simile, ma era ben la terza in un anno. Tra l'altro, non era lì per il fieno, ma era venuta nella sua casa di campagna, a quasi un chilometro di distanza, e aveva parcheggiato la macchina qualche metro più in dietro rispetto al punto in cui giaceva nel fango perchè c'era l'ombra di un albero. Aveva poi deciso di uscire per un altro passaggio, diverso da quello usato per entrare nel prato, perchè in caso contrario avrebbe dovuto far manovra e rischiato di danneggiare troppo il manto erboso. Difatti...
Passò una macchina sulla strada, e la donna non si risparmiò bracciate per attirare l'attenzione del pilota. Scese un uomo di Teglio che venne anche lui sommerso dal fiume straripato di parole della donna.
Il nuovo arrivato, dopo essersi informato dell'accaduto e dei nostri tentativi per liberare la macchina, decise di usare una corda per trainare la Ulysse fuori dall'empasse usando la Jeep del mio vicino. Io avevo nel frattempo formulato un'altra idea, cioè quella di usare il piccolo escavatore di mio padre per spingere l'auto: ne avrebbe sfasciato il muso, ma ormai ne avevo piene le scatole.
Ormai sembrava una di quelle scene da Candid Camera. Anzi, di più: sembrava uno sketch di Benny Hills, come quando passò un ciclista che, vedendo cinque persone attorno ad una macchina e la donna che cercava di arruolare anche lui, si alzò sui piedi e cominciò a pestare sui pedali come Bartali ai bei tempi del Giro d'Italia.
Da qualche parte saltò fuori una fune che sarebbe dovuta servire per trainare la Ulysse, ma a me sembrò, semmai, adatta come corda per salvare. Dopo diversi minuti passati a cercare il gancio, nascosto nel paraurti posteriore, il primo tentativo di traino cominciò, e si interruppe dopo pochi secondi, quando la fune si spezzò a metà.
Decidemmo allora di usare del filo di ferro: venne annodato nei ganci della macchina e della Jeep. Questa volta riuscì, dopo mezz'ora di tentativi, e la Ulysse uscì dalle due fosse che aveva creato.
La donna ci ringraziò diverse volte, quindi fece salire i cani nel bagagliaio e la sua amica sul sedile del passeggero, quindi partì. Ce ne andammo tutti quanti, anche se il tizio che si era aggiunto per ultimo rimase a guardare per qualche istante il terreno rovinato dall'auto: era il proprietario del prato.

I solchi nel prato

June 22

Andare per fieno

Complici una manciata di giorni di bel tempo, anche a Teglio la fienagione è stata fatta. Dopo aver falciato i prati, aver fatto seccare l'erba e aver imballato il fieno, giunge il momento di portarlo al fienile. Ma se il fieno è tanto, allora come si fa? Beh, si carica il trattore fino all'inverosimile e si prega che alla prima curva non si ribalti e le balle di fieno non rotolino a valle...

Fieno

June 21

Sconfiggere il boss nel terzo livello di Ninja Gaiden

Mentre i due boss che presiedono la fine dei livelli precedenti del titolo del Team Ninja sono eliminabili (con qualche difficoltà, comunque) con le armi bianche (così pure Alexei, una vera miseria), quello strano mostro al Ninja_Gaiden_II termine del primo livello ambientato a New York richiede qualche modifica nelle strategie di combattimento che solitamente vengono impiegate nel corso del gioco.
Per cominciare, va detto che la telecamera virtuale è scomoda come poche: non inquadra quasi mai il boss, e bisogna usare la visuale sopra la spalla destra di Riu.
A questo va aggiunto che quella specie di incrocio tra un treno ed un pesce non va attaccato per nessun motivo con armi bianche perchè, oltre ad infliggergli danni minimi, gli permetterà di colpirvi con scariche elettriche che, sebbene non siano particolarmente forti, buttano a terra il ninja. Oltre a ciò è provvisto di due cannoni laterali che sparano sfere di energia che sono abbastanza difficili da schivare e se riesce ad afferrarvi (non chiedetemi con cosa) cercherà di schiacciarvi contro le pareti della galleria della metropolitana, e questo fa male.
La cosa migliore da fare è attendere che abbatta i muri divisori nell'"arena" ed equipaggiare l'arco. Cercate sempre di stare dalla parte opposta dell'area di gioco rispetto al boss, così da poter avere il tempo di schivare i suoi attacchi, che non sono parabili. In effetti è meglio avere con sè una buona dose di pozioni per ricaricare la salute e, se potete, compratevi una pergamena per la risurrezione (ricordatevi di attivarla selezionandola e premendo X, o non funziona).
Come detto prima, attendete che il boss abbia finito di ripulire l'arena distruggendo i muri divisori e schivate le sfere di energia che spara quindi, quando sarà tornato indietro e avrà ripreso a venirvi incontro, premete il tasto B per caricare al massimo la freccia, premete il grilletto destro per lo zoom, puntate la faccia umana del treno e scoccate. Se il colpo va a buon fine, dovreste avergli arrecato un danno pari ad un ottavo od un decimo della sua salute totale. Questo solo se caricate al massimo la freccia e lo colpite sul volto, perchè nel resto del corpo gli farete solo il solletico.
Tutto qui? Assolutamente no! Dopo un paio di volte che verrà colpito attorno a lui compariranno dei pesci volanti, che all'inizio lo seguiranno ma, una volta che saranno diventati parecchi, vi colpiranno con attacchi suicidi. Se siete ad una certa distanza cercate di colpirne il più possibile con le frecce, che una volta a terra lasceranno un po' di essenza. Non provate nemmeno a schivarli perchè sono troppo veloci e precisi. Non causano molti danni, ma finchè si può evitare...
E tanto per non farsi mancare nulla, quando la salute del boss sarà attorno a metà dal suo volto si staccherà una specie di faccia fantasma che vi verrà incontro urlando. Spararle è inutile, così come attaccarla o parare, ed il suo attacco kamikaze è dannatamente potente. State accanto ad un muro e, quando si avvicina, sfruttate la sua lentezza sia nel muoversi che nel cambiare direzione, fuggite, pregando che si schianti contro la parete.
Continuate a colpire il boss in faccia, fino a quando starà per morire. A quel punto, per farvi un piacere (e finalmente), deraglierà ribaltandosi e potrete colpirlo senza tanti problemi.
A quel punto il livello terminerà e potrete proseguire in quello successivo.

Lego indiana Jones: sconfiggere il meccanico dell'aereo ne "I predatori dell'arca perduta"

Nonostante possa sembrare un gioco piuttosto semplice, questo titolo richiede in alcuni punti un uso dell'immaginazione che solo le vecchie avventure grafiche della LucasArts chiedevano al giocatore. Uno di questi passaggi ostici è quando Indiana Jones e Marion devono inseguire l'arca dell'alleanza rubata dai nazisti e caricata su un camion (anche se credo che i due tedeschi che la stanno caricando sul camion durante il filmato avranno il mal di schiena fino al termine della guerra). Al termine del quarto livello dell'avventura, è necessario sconfiggere il meccanico dell'aereo sulla pista d'atterraggio.
Prima di tutto va considerato che il meccanico colpisce solo con pugni e non esce dal cerchio disegnato a terra. Colpirlo con i pugni, con la frusta o i vari strumenti non serve a nulla.
Quando giungete nell'"arena", raccogliete l'incudine ed entrate nel cerchio. Il meccanico vi verrà in contro e vi tirerà un pugno, colpendo in pieno l'incudine (furbo...) e perderà un cuore.
In suo soccorso arriverà un camion carico di nazi, che dovete sconfiggere. A questo punto saltate sull'aereo e puntate il camion, quindi, premendo il tasto "X", sparategli. Scendete dall'aereo e, usando i mattoncini Lego sparsi a terra, costruite un'altra incudine (beh, sono Lego... ho visto costuire un puppazzo di neve con i pezzi di ferro di alcune sbarre colpite da una bazzokata...).
Prendete l'incudine e rifatevi colpire dal meccanico (io da uno con un intelligenza simile non farei riparare nemmeno la carriola), che perderà il secondo cuore.
Arriverà un altro camion carico di nazi, che manderete a far compagnia a quelli arrivati prima. Ripetete l'attacco al mezzo di trasporto e usate nuovamente l'incudine.
Nella zona è presente un tesoro: se avete un badile (o quando fate il "gioco libero" usate un personaggio con tale oggetto) scavate dove luccica per trovare alcuni mattoncini, altri sono sulla palma a destra mentre gli ultimi sono nei mobili nell'edificio sulla collinetta. Mettete il tutto accanto alla casetta e montate un grammofono: comparirà un tesoro.

June 17

Nebbia

Non ricordo in quale film, forse "Piedipiatti", Renato Pozzetto risponde a Montesano che a Giugno non c'è la nebbia in Lombardia.
Io non sarei dello stesso avviso.

nebbia

Questa foto l'ho scattata verso le due e mezza, al ritorno dal lavoro. La visibilità non era superiore ai dieci metri, anche sulla strada.

Sassi sulla Provinciale

Oggi, verso le 17, a causa delle continue e violente piogge che da settimane continuano quasi ogni giorno, alcuni sassi si sono staccati dai muri a secco delle vigne sopra la strada e sono caduti sulla carreggiata nei pressi della contrada Castelvetro. Fortunatamente non ci sono stati feriti.

sassi sulla SP

E questi sono i danni alla vigna.

muro

June 14

Simpatiche formiche

formiche E, già che ci siamo, ecco la foto di una formica che porta a spasso un'altra formichina, come mamma gatto fa con i suoi cuccioli, sebbene dubiti che le intenzioni siano le medesime...
Mi dispiace solo non essere riuscito a filmare o a fotografare altre due formiche, lì vicino, una grande e nera, ed una simile a quella in fotografia, che si pestavano di santa ragione. A punto tale che quella più piccola ha ribaltato quella più grande, le è salita sull'addome e, senza tanti complimenti, le ha staccato due zampe nel lato sinistro del corpo con le abnormi mandibole di cui disponeva.
Perchè, ricordatelo, la natura è buona e tutti gli animali si vogliono bene e si amano. Specialmente le formiche, che nel loro piccolo anche a loro girano le balle.

Direttamente dall'Amazzonia...

Ma come cappero fa quest'auto ad essere così sporca, se piove da tre mesi? D'accordo che in Valtellina di autolavaggi non ce ne sono molti, ma un secchio d'acqua ed una spugna non riescono a trovarla?

autosporca

Sembra sia rimasta sotto un pino per diversi mesi (tesi avvalorata anche da aghi verdi e marroni rimasti attaccati alla polvere appiccicosa sulla carrozzeria). Nel frattempo non sono riusciti a trovare un altro luogo dove lasciare l'auto?

Neve del 14 giugno 2008

Riprende la mia premiata (due Coppe del nonno ed una coppa dell'olio) rubrica sulla neve in estate.
Oggi, 14 giugno 2008, le cime più alte delle montagne valtellinesi, si poteva ammirare una spolverata di neve. La neve è caduta durante la notte, dopo mesi di pioggia quasi ininterrotta.

neve

neve2

neve3

June 12

Mondo cane

Una notizia delle ultime ore riguarda l'attrice Asia Argento, figlia del famoso regista, la quale avrebbe "misconosciuto" il film "Go go tales", in cui compare in una scena mentre bacia un rottweiler.
Sfortunatamente lo stesso cane non ha avuto la medesima forza d'animo dell'attrice italiana, e ieri è stato trovato morto nella sua cuccia di Beverly Hills. Intervistata, Lassie ha confessato che erano diversi mesi che aveva consigliato a Paul, così si chiamava il cane, di entrare in una clinica per la lotta alle dipendenze, mentre, contattato via telefono, il chihuahua di Paris Hilton (o era proprio Paris Hilton, coniugano alla stessa maniera i verbi) ha aggiunto che erano diversi i festini che Paul aveva organizzato a base di polvere antipulci in cui invitava spesso Beethoven, Felix ed in un'occasione Rex è stato portato d'urgenza dal veterinario per un overdose.
Paul è stato trovato senza vita con in corpo una dose di antirabbica sei volte superiore alla norma, stupefacente di cui faceva uso frequente da quando era caduto in depressione dopo aver girato la scena che tanto scalpore durante il Festival di Cannes.
La settimana prossima si terranno i funerali a cui parteciperanno Flipper, Cita ed il Dottor Dolittle.

Chi l'ha visto?

Se c'è una cosa che forma il carattere di una persona è chi incontra sul percorso della sua vita. Io ho cercato di ricordare, in vari momenti della mia esistenza, suddividendola in periodi, le persone che mi hanno più "impressionato" e che ora mi chiedo che fine abbiano fatto.
A seguire eccone alcune che, se qualcuno dovesse conoscerle, mi piacerebbe sapere come stiano ora.

Infanzia
Quand'ero piccolo (ed è uno dei miei più vecchi ricordi) trascorrevo le serate d'estate in giardino di mia nonna. All'imbrunire, passava sempre sulla strada davanti a casa nostra un signore, vestito di scuro e con uno di quei cagnolini tascabili al guinzaglio, portava sempre gli occhiali ed un cappello. Incuriosito, ed un po' spaventato, chiesi a mia nonna, se quello fosse un vampiro.
- Ma no, - rispose lei, - è un licantropo.
(Ovviamente scherzo. Era un vampiro.)

Gaspare e Zuzzurro! Li avevo conosciuti (oddio, in realtà li avevo solo visti, ma mi ero gasatto talmente tanto... Dopo averli visti in Tv per anni potevo averli dinnanzi a me dal vivo) quando Teglio era un paese decente e venivano organizzati spettacoli. Quando avevo cinque anni in un grande spiazzo era stato montato una sorta di grande tendone, come quello dei circhi, e li venivano organizzate delle feste. Ricordo che quando erano venuti Gaspare e Zuzzurro, pioveva a dirotto al punto che una parte della copertura aveva ceduto e alcuni addetti avevano dovuto improvvisare un ponteggio per cercare di chiudere il buco.

Scuole medie
Alle medie ricordo diversi professori che mi piacerebbe sapere che fine abbiano fatto.
La prima è la mia insegnante di francese, tanto bella quanto infame.  Con la pelle olivastra (che brutta immagine: chi ha coniato questa frase?), gli occhi neri e così i capelli lunghi (avete presente Rea di "Sailor moon"?). Ogni volta appioppava tanti di quei compiti che ci volevano delle ore per completarli, tant'è vero che già la prima lezione aveva dato una trentina di esercizi.
Era una di quelle da "superiorità sessuale femminile", al punto tale da pronosticare la scomparsa del genere maschile entra una trentina di anni e la riproduzione delle donne via clonazione (che tristezza...). Curiosamente, però, non riusciva mai a finire un anno scolastico perchè era in cinta ogni dodici mesi. In tre anni aveva avuto altrettanti figli. Hwang Woo Suk si è esercitato su di lei?

La mia insegnante di musica! Io odiavo lei, e lei odiava me, come quella volta che mi ha fatto ripetere "Fra Martino" sedici volte. A differenza della professoressa di francese, era una carogna e basta. Era la donna più iraconda che abbia mai conosciuto: ricordo che spesso le giravano e faceva delle ramanzine di anche un'ora, solitamente quella dopo la sua, con l'insegnante di tale ora che aspettava sulla porta. Ogni volta sembrava uno di quei tori dei cartoni animati, con le narici che si allargavano ed una vena sul collo che si gonfiava e pulsava.

Scuole superiori
I primi due anni di superiori li passai a Tirano, nel biennio elettrico elettronico in un edificio che chiamavo il "Palazzo di vetro" perchè si vedevano solo finestre, mentre quello accanto, dove c'erano i corsi di meccanica ed ebanista, era il "Bunker" perchè sembrava uno di quegli edifici che si vedono nei film catastrofici con bombe atomiche tanto era brutto e senza finestre.
Di quei due anni ricordo Pozzi, un ragazzo tanto strano e stupido che è l'unica persona che fosse stata segata in prima superiore perchè, nonostante i buoni voti, aveva il sei in condotta. Si deve essere degli idioti belli e buoni perchè ciò che accada.

Restando in tema di drammi umani nella scuola superiore di Tirano, ricordo un compagno, appassionato di pesca, di cui mi sfuggono il nome ed il cognome, sebbene quest'ultimo potesse ricordare la scamorza. Mah, adesso non ricordo...
Ma rammendo che un giorno si stava vantando di aver vinto in una partita ad una partita di poker un milione e quattrocentomila lire.
- La mattina dopo sono andato in un negozio di pesca e ho speso tutto per comprarmi un paio di canne ed i vestiti nuovi per andare a pescare. - si vanta, e mi chiede se avessi un'idea migliore per come spendere quel capitale.
Non risposi, perchè troppe possibili risposte nella mia mente mi avevano momentaneamente ingolfato il circuito della parola, ma non avrei gettato tutti quei soldi in un torrente.
O almeno mi sarei pagato l'abbonamento del pullman, a differenza del mio compagno, che un paio di settimane dopo venne "scovato" sulla corriera da un controllore che scoprì, non solo che non aveva il biglietto di quel mese, ma nemmeno di quello dei tre mesi prima ("crimine" di cui si vantava). I suoi genitori furono costretti a pagare qualcosa come mezzo milione di lire (il totale di tutti gli abbonamenti "rubati") per non essere denunciati, ma scommetto che quando hanno visto i nuovi acquisti del figlio per la sua passione ittica, i due hanno dato un paio di pacche sulle spalle del mio compagno accompagnate da un "bravo, così si spendono i soldi". Curiosamente il giorno dopo si è presentato a scuola con un paio di occhiali scuri molto grandi.

Quando andavo a Sondrio, in quinta elettronica, per recarmi all'istituto (di sanità mentale) dovevo passare davanti ad una scuola elementare. Dall'altra parte della strada, imboscati in un piccolo giardinetto, c'erano un gruppo di bambini di quinta elementare che, capitanati da un pirletta di un metro e venti, se ne stavano lì a fumare, bestemmiare e comportarsi come degli imbecilli. Io, il capo, l'avevo rinominato il "Marylin Manson dei poveri", perchè aveva sempre una maglietta con qualche gruppo rock satanico.
Comunque, ero sempre con altri due miei amici quando andavo a scuola. Perchè allora Sondrio era una città pericolosa: poteva saltare fuori all'improvviso un barboncino zoppo che voleva morderti un polpaccio. Mica come adesso con i marocchini si pestano la sera davanti ai bar o gli slavi che inseguono le donne fino ai portoni dei condomini.
Allora, un giorno stavamo andando a scuola e d'un tratto salta fuori il "Marylin Manson dei poveri". Evidentemente era in crisi d'astinenza da Ovetti Kinder o Chupa Chupa, e non c'erano i suoi compari a cui scroccare una sigaretta.
Con fare rabbioso, ci squadra e ci ordina: - Voi tre, idioti, datemi subito una sigaretta!
Io, di mio, provo un immenso piacere nel far girare ulteriormente le balle a chi le ha già che vorticano come le pale di un elicottero. In più avevo di fronte quella specie di nano rabbioso e lo odiavo intimamente per come aveva rovinato la sua infanzia di sua iniziativa. Quindi, con quella mielosa voce da madre diabetica, gli rispondo: - Eh, no, bambino. Non devi parlare così a delle persone più grandi di te. Devi dire: "Gentili signori, la mia mamma è gravemente malata, mio papà è scappato in Brasile con il panettiere e io sono troppo povero per potermi compare la mia dose quotidiana. Potreste gentilmente donarmi una sigaretta?"
Qualcuno alle mie spalle non riuscì a trattenere una risata, ma il piccolo teppista se ne risentì e mi fissò con uno sguardo di sfida: - Mi stai forse prendendo per il [sedere]? Guarda che io ho visto tutte le puntate di Dragon ball!
E io, continuando con la voce mielosa: - E io, nel tempo che tu dici "Onda energetica", ti pianto quattro cartoni nel fegato. Vuoi la sigaretta o avere tutti gli organi interni ancora intatti?
Da quel giorno non l'ho più visto in giro a tendere agguati.

Lavoro - Aprica
Giulia! Giulia! Giulia! Dove sei? Angelo dei miei sogni, dea del mio amore, guardiana del mio cuore, dove sei? I tre giorni in cui ci siamo visti sulle piste da sci sono stati come quando si capisce perchè si vive, il primo respiro dopo un immersione infinita, il profumo della tua pelle era inebriante come il tuo sorriso ed il tuo sguardo era la Stella Polare per un disperso nel mare della vita.
Ti amavo ancora prima di vederti, quando eri solo un puntino nero sul bianco della neve, e ti adoravo quando ho potuto parlarti, dicendoti che con te come sciatrice nella nazionale, avremmo vinto a Salt Lake City. Quei tre giorni purtroppo passarono e tu tornasti nel Lazio, lasciandomi solo.
Mi sono sentito tanto solo... ti ho perfino ricreata in "The Sims" ma ero talmente imbranato in quel gioco che non sono mai arrivato a nulla...
Se stai leggendo, ti prego rispondimi. Non voglio andare a "C'è posta per te", ma giuro che il tuo profumo mi manca come la luce a chi diventa cieco.

Lavoro - Teglio
Quando lavoravo a Teglio, ero un commesso in un negozio di frutta, verdura e fiori, spesso arrivavano due bambini, figli di due villeggianti milanesi. Nel retro del negozio, in una serra con più ragni che fiori, c'era una tartaruga d'acqua, e spesso volevano andare a vederla.
- Andiamo dalla tavtavuga, andiamo dalla tavtavuga! - esclamavano all'unisono i due bambini, uno la copia dell'altro ma un pochino più piccolo.
E passavano mezz'ora a vedere quel maledetto rettile, a prenderlo su dalla vaschetta con l'acqua verde, a guardarlo sottosopra, ad accarezzarlo, a darle la lattughina, e via discorrendo. E tutto il tempo: - E viva la tavtavughina, e che bella la tavtavughina, e com'è brava la tavtavughina...
E che palle!
Un giorno mi raccontano che anche loro hanno due tavta... ehm... tartarughe. Quindi chiedo come si chiamassero.
- Una tavta, l'altra vuga. - rispondono allegri.
E poi c'è gente che si lamenta che gli animali non capiscono il linguaggio umano... Beati loro, dico io...

Altro personaggio che mi chiedo che fine abbia fatto è un altro villeggiante milanese. Aveva più di settant'anni ed ogni giorno arrivava in negozio, preciso come un orologio svizzero, con uno di quei borsoni con le ruote.
Come arrivava noi fuggivamo. Tutte le volte aveva qualcosa di cui lamentarsi: "le pesche di ieri non erano abbastanza mature (mangiale il giorno dopo, pistola)", "i pomodori erano acidi", "e questo qui", "e quello lì". Inoltre cercava sempre verdure che nessuno a Teglio si sarebbe mai azzardato di comprare: una volta abbiamo dovuto farci mandare dai Paesi Bassi una confezione di lattuga, o dalla Bretagna delle ciliege (ben 15 €uri al chilo!). E tutte le volte chiedeva se avessimo i giornali, perchè non voleva farsi un chilometro a piedi.

Ed infine c'era Franco, oh Franco, un cliente calabrese, che un giorno è arrivato chiedendo ottanta chili di melanzane. Io, ottanta chili di melanzane non so nemmeno come sono fatte, quindi sono andato a chiamare la "capa" per passare a lei il problema, che è scesa in negozio per parlare con il cliente. Gli ha spiegato che al momento non aveva tutta quella verdura a disposizione, e l'altro le ha chiesto se per il giorno dopo poteva recuperarli. Mi ricordo che la figlia della padrona del negozio ha girato la metà dei campi della Valtellina tutta la settimana per raccattare le melanzane, ma non era riuscita a prenderne più di cinquanta chili.

Skizzo! Come dimenticare Skizzo! Per lo meno, io lo chiamavo così per come si comportava, tanto era frizzante.
In realtà l'ho visto una sola volta ma mi è rimasto in mente per anni.
Quando lo vidi arrivare lungo la strada che portava al negozio, sembrava non avesse le ossa da come camminava, ricordava il Gatto Silvestro quando rimane sotto un pianoforte e ne esce come una fisarmonica.
Era entrato nel negozio, si era avvicinato al bancone e aveva chiesto, con la voce di chi si è appena fatto una pera in vena di anestetico o ha appena finito la maratona di New York correndo all'indietro: - Scusi, ha della camomilla?
Credo che se solo avesse inalato l'odore della camomilla, sarebbe crollato a terra in coma. In realtà, se non assume almeno un paio di litri di tisana diventa Hulk e inizia a spaccare tutto (sè, me lo immagino Skizzo che anche solo fa la faccia cattiva...)

June 11

10000

Lo so che non sono tanti (soprattutto in un anno e mezzo di "servizio"), ma oggi Motals Blog può vantare ben 10000 pagine visitate, e proprio in concomitanza al mio compleanno.

10000 

E, tanto per farsi gli affari miei, un paio di curiosità:

  • il mio massimo delle pagine visitate in un giorno è stato l'8 giugno passato: 510;
  • il mio intervento su come risolvere il cubo della email criptata in "Splinter Cell: Double agent" è quello che porta più persone sul mio blog;
  • l'intervento "Insulti" è quello con più commenti;
  • ho creato il blog esclusivamente perchè avevo preso un nuovo monitor (che è anche il soggetto di uno dei miei primi interventi) ed ero talmente eccitato dal vedere di nuovo i colori così come sono (il vecchio monitor mostrava tutto viola...) da voler creare uno spaces tutto mio;
  • questo è il 224° intervento che posto sul mio blog;
  • è da tempo che cerco di impostare come sottofondo musicale la colonna sonora di Halo, ma non sono ancora riuscito a trovare un file audio su Internet a cui collegarmi (in effetti, non è che mi tolga il sonno, questo problema..);
  • onestamente, questo non è il mio primo blog: ne avevo fatto uno un anno prima, ma dopo due giorni l'avevo cancellato. Anche quello era uno spaces della Microsoft, e da allora il servizio, sebbene gratuito, è migliorato e di parecchio;
  • ed infine, qualcuno è arrivato sul mio blog cercando su Google "azienda che vende dinosauri finti". Perchè, ci sono aziende che vendono dinosauri veri?

Ps: esiste un modo per sapere chi sottoscrive gli Rss?

June 08

Sconfiggere "Ghiaccio Vivente" in "Lost Odyssey"

Non vorrei rivelare troppo la trama del gioco, ma se state leggendo questo intervento probabilmente o non conoscete nemmeno il gioco, oppure stavate proprio cercando un aiuto per sconfiggere il nemico in questione. Quindi, non dovrei farmi molti problemi nello "spoilerare" un po'...
Dunque, in seguito ad una serie di avvenimenti che non vengo a raccontarvi, i sette protagonisti (quelli che avete controllato fino ad ora) si ritrovano divisi, e sono quattro quelli che ci interessano in questo momento: Jamsen, la regina Ming e i due bambini Cooke e Mack. In realtà al momento voglio concentrarmi sui due adulti, perchè saranno quelli che controllerete prima di trovare i due bambini semi congelati sulle rotaie.
Se (ops, come me...) avete sempre lasciato Ming in "panchina" con Sarah, allora non Lost Odyssey sognate nemmeno di sconfiggere il boss: ha la vita troppo bassa e non dispone degli attacchi magici adatti. Piuttosto, tornate indietro, abbandonando la ferrovia, e recatevi nei pressi della città distrutta dal gelo, e cercate di combattere contro quelle forbicette giganti che infestano la zona. Bastano un paio di attacchi magici a base di vento per eliminarle, quindi è particolarmente semplice. Inoltre il gioco aumenta maggiormente i punti esperienza di chi è troppo basso di livello, quindi in una mezz'ora porterete Ming al 33° livello. Naturalmente ricordatevi di fare un collegamento abilità con il compagno, facendole imparare la magia nera e la magia bianca al 5° livello (oppure, se l'avete in inventario, usate l'anello che permette di apprenderli entrambi in una volta).
Arrivati al 33° livello, andate alla ferrovia e proseguite verso l'orizzonte. Attenzione perchè avete due maghi, quindi per quanto possano essere potenti, hanno un livello di salute parecchio risicato. L'ideale (per modo di dire) sarebbe quello di tenere in prima fila Jamsen e Ming dietro.
Mentre vi dirigete verso il punto in cui si trovano i due bambini (ad un tratto la telecamera virtuale indugerà sul treno magico che trasportava Kaim e Sarah ed ora è a pezzi), avete buone possibilità di essere attaccati dai raptor. Se sono tre, il problema non si pone: ognuno dei due maghi colpirà uno dei nemici con "Fiamma +", e se tutto va bene dovrebbero uscirne tutti interi. Il problema si pone quando i raptor sono quattro: tre si trovano in prima linea, mentre quello dietro, protetto dal "muro", chiamerà un nuovo raptor ogni volta che eliminerete un suo simile. Oltre ad avere il problema di quattro raptor che attaccano nello stesso turno, la vera rogna è quando il "capobranco" chiama un quinto raptor, una specie di super nemico (credo che il termine tecnico sia "campione", o almeno lo chiamano così alcuni giochi) che fa quasi il triplo di danni ed avvelena. La tattica migliore (oltre a quella di ricaricare la salute dei due maghi al termine di ogni scontro) è di attaccare due raptor con "Fiamma +" in modo da far crollare l'effetto protettivo del muro, quindi far attaccare contemporaneamente dai due maghi il raptor in seconda linea, e infine eliminare quelli rimasti sul campo di battaglia.
Quando giungete nei pressi di una torre ai lati della ferrovia, salitevi e salvate (ce ne sono due, nella prima c'è una di quelle sfere che permettonMack e Cookeo di ricaricare vita e mana), quindi andate verso la zona dove ci sono dei detriti e preparatevi al combattimento con il boss (ovviamente ricaricate vita e mana).
Dopo il filmato in cui vengono salvati i due bambini (chi è il loro stilista?) ecco comparire il mostro.
Ghiaccio vivente (complimenti per la fantasia) è, come si può presumere, un mostro magico a base acqua, quindi l'attacco migliore è la magia "Terra +" di Jamsen e Ming.
Quindi, ricapitolando, abbiamo Jamsen e Ming che continueranno ad attaccare in tutti (quasi, in effetti) i turni con "Terra +", Cooke provvederà a tenere alta la salute dei suoi compagni, mentre Mack cercherà di convogliare su di sè gli attacchi del boss.
L'ideale, all'inizio, è che Cooke lanci delle magie per poter diminuire i danni fisici e magici che il gruppo può subire, mentre Mack può usare "Schernisci" per attirare gli attacchi fisici del nemico, che spesso riesce a schivare. Ad un certo punto Ghiaccio vivente userà Acqua su tutti: provvedete immediatamente a ricaricare la salute di ogni componente del gruppo e a far rinvenire i caduti. Usate anche l'abilità speciale "Muro" di Mack per aumentare la protezione della seconda fila. In una occasione il boss lancerà "Riflesso": questa magia impedirà di essere colpito da un incantesimo nemico e lo rispedirà al gruppo, colpendo uno dei componenti. Usate immediatamente "Dissipa" per distruggere la protezione. Usate quel turno per bere pozioni per la salute, se ne avete bisogno, o lanciare magie protettive per il gruppo e usare "piuma d'angelo" su eventuali caduti.
Se non avete la possibilità di vedere i punti salute del boss (come me, ri-ops), vi dico che dovrebbe averne un sei-sette mila.

Ninja Gaiden II è ingiocabile

Diciamo le cose come stanno: i boss di Ninja Gaiden II sono forti perchè il titolo è ingiocabile. Non ingiocabile nel senso che non si sa cosa si debba fare per sconfiggere i nemici: anzi, non c'è nemmeno bisogno di pensarci, basta colpire duro fino a quando il suddetto nemico non è a terra. Piuttosto, il problema si pone nel fatto che la telecamera del gioco è oscena.
Per cominciare, se durante i combattimenti la telecamera tende a inquadrare in nemico che si sta colpendo, una volta che è a terra bisogna sempre andare a istinto perchè di solito gli altri avversari sono alle spalle e non si ha il tempo di riposizionare la telecamera. Aggiungendo poi che di solito i livelli sono ambientati in zone strette come corridoi, fogne o scale, la telecamera si muove in maniera "impacciata" e lenta.
Ma è contro i boss che da il peggio di sè. Un esempio è quando si combatte nel castello in fiamme al termine del secondo livello: il boss fa affondi di sei o sette metri, e prima di attaccare non viene praticamente mai inquadrato. Poi, quando è prossimo a tornare all'inferno, comincia con attacchi che danneggiano il giocatore anche se para (ma la parata infallibile del primo Ninja Gaiden con la katana od il nunchaku, che bloccava anche i proiettili ed i missili che sparava l'elicottero, che fine ha fatto?) e non permette di contrattaccare.
Lì, per lo meno, la telecamera non è fissa e in qualche modo, dopo una decina di tentativi si riesce a sconfiggerlo.
A New York, invece, nella metropolitana la telecamera è simil-fissa e, se si sta in un lato dell'"arena" in cui si trova il mostro-treno (una sorta di lungo pesce metallico che fluttua in aria e lancia scariche elettriche e spara strane sfere di energia, oltre a creare "pesciolini" che attaccano il giocatore), il boss non si vede nemmeno, quindi farsi sorprendere è semplicissimo. A questo va aggiunto che i pesci sono troppo veloci per essere eliminati con la spada o qualche altra arma, anche con l'attacco caricato con la Y, e le sfere sono in quantità industriali e quando colpiscono il giocatore non gli permettono di muoversi per qualche istante, rendendolo un bersaglio fisso.
Ma, forse, è proprio questo il bello del gioco, talmente difficile che chi lo finisce se ne vanta per anni (io lo faccio ancora con il primo).

June 04

Il primo cellulare a colori

E parlando di cellulari, mi viene in mente un episodio accaduto qualche anno fa, se non sbaglio nel febbraio o del 2002.
Allora lavoravo nelle piste da sci sopra Aprica (un freddo boia e un capo che era un idiota totale, ma ho pure un gran bel ricordo...), tecnicamente come operaio di qualche livello (probabilmente combattendo contro i mostri potevo salire di livello ed avere accesso a nuove magie e spade più potenti, ma mi gelavano troppo i piedi e non avevo voglia di sudare) ma in pratica passavo il tempo come responsabile alla manovia, quindi guardavo i bambini rompersi le gambine finendo addosso agli alberi sotto la mia "postazione".
Ogni tanto, quando era l'ora di pranzo, mi mandavano a fare da sostituto a chi doveva mangiare e spesso dovevo lavorare alla seggiovia (in effetti, ripensandoci, non sarebbe stata una pessima idea entrare nella tana degli orchi vicino allo skilift e salire di livello per poter avere accesso alla magia del fango - Ratman docet - e alla magica spada di Schifazzernun, potendo così comandare io l'intera baracca). Lì lavorava anche un ragazzo, di cui non ricordo il nome, ma che chiamerò Piero.
Piero era un patito dei cellulari, difatti passava il tempo a scrivere messaggi e a telefonare (cento euro alla settimana in ricarica, diceva vantandosi).
Un giorno, mentre aiutavamo un gruppo di cechi (non quelli che non ci vedono, ma persone che abitano nell'Est Europa, anche se da come sciavano un paio di dubbi sulle loro diottrie li avevo), Piero salta fuori con la sua solita solfa del cellulare. E il mio telefonino qui, e il mio telefonino lì, ad un tratto inizia a parlare di una novità. Allora i cellulari avevano i display con un paio di colori (grigio e verde, mi pare, tipo il DOS) e il tutto rinchiuso in uno schermo microscopico. Eravamo nel 2002 e il gioco più "evoluto" per i telefonini era "Tetris", le loro capacità grafiche erano tipo il primo Gameboy dell'inizio anni '90 e i cellulari erano usati praticamente solo per comunicare (non tipo adesso che a momenti hanno anche la funziona per scaldare l'acqua della minestra e il contatore geiger).
Era notizia di quei giorni che in Giappone una società famosa, anche se non so quale, aveva prodotto il primo cellulare a colori, non ricordo nemmeno se arrivava a 256 o si fermava a 12. In effetti l'avevo sentito alla tv, ma per quello che m'interessava (allora e per i tre anni successivi non ho mai avuto il cellulare) l'avevo cestinata mentalmente.
Per Piero però sembrava avessero trovato la vita su Marte, tanto era eccitato. E infatti, eccol